Si è chiusa in bellezza la prima parte della rassegna Musikè nel Tempio della Beata Vergine del Soccorso, detta la Rotonda, con il Concerto Romano creato e diretto da Alessandro Quarta, direttore, compositore cantante e relatore.
L’ensemble si occupa della riscoperta del repertorio barocco, legato alla città di Roma, seguendo il pittore Caravaggio in vari luoghi della capitale, con le musiche sue contemporanee ed i temi da lui trattati, quali la Natività, il dolore della Maddalena, le immagini veriste di popolani scalzi con i piedi callosi, i bambini sporchi, cani pulciosi ed altro.
I temi che ricorrono nella musica romana del Seicento sono pregni di immagini, sapori, intensità cromatiche che non è difficile definire “Caravaggesche”, ma anche di dolcezze ed immediatezze, tipiche dell’arte romana della Controriforma, che Caravaggio ha fortemente saputo mostrare.

Nella guida all’ascolto il direttore ha spiegato che questi brani si chiamano “Laudi post Tridentine”, perché dopo il Concilio di Trento, con le musiche Emilio de’ Cavalieri, Anonimi, Frescobaldi, Francisco Soto de Langa, Giovanni G. Kapsberger, Filippo Vitali, Andrea Falconieri, Cosimo Bottegari, Giovanni Francesco Anerio, Bonifacio Graziani.
Le musiche erano suonate nell’ Oratorio dei Filippini, nel Palazzo Altemps, nella chiesa del quartiere Monti, o nella chiesa del Gesù perché Bonifacio Graziani è stato ivi maestro di cappella, ed il fratello Graziano Graziani ha pubblicato tutta la sua musica alla sua morte.

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Questa musica è molto affine al jazz perché i musicisti improvvisavano facendo un prodotto musicale fruibile per gli altri musicisti e la povera gente andava ad imparare le canzoni e le linee melodiche molto semplici dell’Italia centrale, dei popolani che andavano a frequentare l’Oratorio dei Filippini.

Cosimo Bottegari era un liutista di corte di cui ci è arrivato il suo “Canta tu”, quaderno per liuto e voce di musica profana; c’erano inoltre composizioni più riflessive, dolorose, laudi devozionali in italiano e non più in latino in cui gli angeli intonano una ninna nanna nel mezzo della quale i pastori cantano una piva in romanesco.

“Concerto Romano”, creato e diretto da Alessandro Quarta, è composto da Andres Montilla Acurero controtenore, cioè un cantante di sesso maschile che canta nel registro di contralto, Luca Cervoni tenore, Giacomo Nanni basso, Gabriele Pro e Katarzyna Solecka violini, Francesco Tomasi e Giovanni Bellini tiorba e chitarra, Ulrike Pranter violoncello.
Mea Nox che dà il titolo al concerto è il testo dell’antifona del giorno di San Lorenzo, perché c’è la luce accostata a quella dei colori di Caravaggio. Come bis “Notte placida e serena” di Giacomo Carissimi.
Musikè riprende in ottobre con il quartetto tedesco Passo Avanti; ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria su www.rassegnamusike.it

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