Il Delta del Po in questi giorni è sorvolato da migliaia di uccelli migratori, che hanno lasciato le terre a sud del Mediterraneo per tornare verso i loro luoghi di nidificazione.

Anche quest’anno, infatti, è iniziata la straordinaria avventura della migrazione, che porta milioni di uccelli ad abbandonare i quartieri di svernamento  per tornare verso i luoghi dove le diverse specie sono solite fare il nido e riprodursi.

“È un momento dell’anno che tutti accogliamo con curiosità e favore – racconta un comunicato di Aqua -, anche perché di solito corrisponde alla fine dei rigori invernali, e avvistare una rondine mette sempre allegria”.

Pochi giorni fa, il Delta del Po è stato sorvolato da stormi di migliaia di gru (Grus grus), alcune delle quali hanno deciso di riposare ed alimentarsi presso l’oasi di Ca’ Mello, in compagnia del raro mignattaio (Plegadis falcinellus), un ibis dalla livrea rosso scuro e verde metallico.

Ma ad incuriosire i birdwatchers, è il cospicuo passaggio di rapaci che sta interessando il territorio proprio in questi giorni. Dopo lo svernamento del rarissimo nibbio bianco (Elanus caeruleus), in prossimità della foce del Po di Tolle, che ha deliziato decine di appassionati fotografi e birdwatchers, nei giorni scorsi ha spiccato l’avvistamento di un’aquila anatraia maggiore (Clanga clanga) lungo il Po di Maistra, capace di emozionare non poco chi ha avuto la fortuna di apprezzarne il possente volo, sostenuto dai quasi due metri di apertura alare.

Tra l’Isola della Batteria e la Busa di Tramontana, invece, è stata osservata una splendida quanto rara poiana codabianca (Buteo rufinus), proveniente in genere soprattutto dall’area asiatica e nordafricana, che durante la migrazione si può osservare occasionalmente presso il nostro territorio.

Ancora presso l’oasi di Ca’ Mello, sito di primaria importanza nel panorama del Delta, di proprietà di Veneto Agricoltura e gestito da un’ATI che comprende Aqua – natura e cultura, la cooperativa sociale Oasi e la cooperativa pescatori di Ariano Polesine, ha fatto la propria comparsa un’aquila minore (Aquila pennata), più comune delle altre specie ma altrettanto affascinante e degna di interesse.

Pare che il Delta, negli ultimi anni, sia diventato il più settentrionale tra i siti di svernamento della specie. Un individuo in fase chiara, probabilmente di passo è stato osservato proprio presso l’Oasi, scatenando le ire dei due falchi di palude (Circus aeroginosus) qui residenti e nidificanti che sono subito accorsi a esercitare la propria territorialità, mettendo in fuga il rapace.

“La stagione migratoria, appena iniziata – conclude Aqua -, sta quindi regalando moltissime soddisfazioni ed emozioni agli appassionati di natura che frequentano il Delta, lasciando immaginare cos’altro può riservare con l’arrivo e il prosieguo della primavera, con l’augurio che si apra una nuova entusiasmante serie di avvistamenti dello straordinario popolo migratore”.

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