E’ partita con Mila Brollo ed il suo straordinario viaggio da Gemona del Friuli a Lampedusa, la rassegna “La bici raccontata” della Fiab di Rovigo.
Mila Brollo ha tre lauree, lavora a Udine come tecnica della riabilitazione psichiatrica, ha insegnato all’Università di Trieste, dipinge, ha molte passioni, è sposata, ha tre figli ed all’età di 58 anni nella scorsa primavera ha deciso di fare duemila chilometri, attraversando l’Italia in solitaria con una bicicletta ecologica, cioè a pedalata assistita.

Mila non è una ciclista, né una sportiva, ha un diabete di tipo due, ed ha definito il suo viaggio “BiciTerapia” e l’ha raccontato nel blog “Mila Vagante in cui lei ha spiegato il senso del suo “Viaggio lento per cogliere tutte le sfumature, per conoscerti e per conoscere, lento come la bicicletta, mezzo di movimento rivoluzionario, in un viaggio che unisce, un viaggio che fa lavorare il corpo e la mente”.

Un percorso atipico e straordinario per i luoghi attraversati, per gli incontri con molte persone come quelle che l’hanno aiutata nel terremoto del Friuli del 1976, quando la sua casa è crollata. O perché Mila aveva due sensori legati al braccio destro e sinistro, uno per misurare la glicemia ogni minuto, l’altro era un rilevatore di energia che lei consumava mentre stava pedalando, ed il tutto era monitorato dall’Università di Pisa, quindi è anche qui il senso del nome biciterapia.

 

Mila Brollo all'incontro della Fiab
Mila Brollo all’incontro della Fiab

Mila ha pedalato a Mira in mezzo alle pecore, a Rovigo ha dormito da Cauccio, dove ha potuto vedere la sua collezione di 50 biciclette, ha fotografato il confine stradale di ogni provincia, ha ricevuto il gettone di presenza di tutti consiglieri comunali di Crevalcore per un importo di 500 euro, che lei ha utilizzato per la “Biblioteca dei libri silenziosi”, cioè di libri disegnati che raccontano una storia, non sono fumetti, per gli ospiti stranieri del centro di accoglienza di Lampedusa.

La ciclista è stata invitata a Roma alla Camera di Deputati, durante la discussione sulla proposta di “Legge 2233 Le parole ritrovate”, sui servizi psichiatrici alle persone, ed i suoi pazienti l’hanno seguita durante il suo viaggio tramite mail e sono andati a trovarla a Roma ed all’arrivo a Lampedusa.

Mila ha costruito il suo viaggio su “Una porta aperta”, secondo le indicazioni di Basaglia e poi a Lampedusa, perchè è una porta sull’Africa; a Napoli le è stata offerta una vera pizza margherita, in uno dei tanti luoghi occupati e convertiti ad uso sociale o sanitario.

Ha percorso la pista ciclabile da Salerno a Paestum, dove ci sono molte prostitute con i loro protettori tra il bosco e la strada e cani randagi in branco che sentono l’odore del cibo, che quindi deve essere sempre chiuso. Due cani hanno aggredito Mila lacerandole un polpaccio e lei è scappata sanguinante , salvata dalle prostitute che avevano i bastoni, e dopo questa esperienza lei aveva pensato di acquistare una pistola scacciacani ma aveva paura delle conseguenze, avendo poi attraversato la strada dei casalesi, che hanno fatto il controllo del territorio ed in Calabria le hanno detto che poteva lasciare aperta la sua bicicletta.

In Sicilia, Mila ha incontrato Leoluca Orlando e don Ciotti; al suo arrivo a Lampedusa è stata organizzata una biciclettata a cui hanno partecepato pazienti psichiatrici, amici, iscritti alla Fiab.

Milla con don Ciotti
Mila con don Ciotti

Mila ha raccontato che più volte ha avuto paura di scivolare, di cadere, specialmente nelle gallerie molto buie, dove passavano grossi camion, ed allora si aiutava pensando che il suo viaggio non era niente rispetto la precarietà della vita, ed i pensieri pedalando le arrivavano da dietro, la attraversavano, uniti allo sbattere delle bandierine colorate legate alla bici, che segnalavano la sua presenza.
Andando in bicicletta il paesaggio si è arricchito di sensi, di odori, di colori, che viaggiando in automobile non puoi percepire ed il viaggio è stato una scoperta della solitudine, e da sola Mila si è ritrovata in questo tempo di due mesi, pedalando sette ore al giorno, in cui non credeva nelle sue forze e da sola ha fatto pace con me stessa, si è perdonata.

Il viaggio di ritorno da Lampedusa a Gemona sarà sempre in solitaria, però in alcuni tratti Mila sarà accompagnata dalla psichiatria ed anche dai ciclisti della Fiab di Rovigo che hanno promesso la loro presenza. Mila è stata seguita dall’Ansa per tutto il viaggio, hanno parlato di lei in molti giornali e tv e la sua impresa è stata raccontata alla trasmissione “Caterpillar di Rai 2”.

Mila Brollo è davvero una gran donna per il suo coraggio, il suo impegno lavorativo, per l’entusiasmo che trasmette e le emozioni che sa donare.

Il prossimo appuntamento della rassegna è venerdì 25 novembre, con il viaggiatore su due ruote Obes Grandini (qui il programma completo). 

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