misantropie #animali

L’altra sera mio figlio si è addormentato e sono uscito per portare fuori il cane. Tirava un vento gelido che scuoteva le siepi e piegava gli arbusti. Per strada nessuno. Zion, così si chiama, dalla città di Matrix, tirava anche lui come mai gli avevo visto fare. Inquieto, smanioso. Mugolava un lamento rabbioso, trattenuto. Gli animali sentono ultrasuoni che agli umani sfuggono. Avevo visto le foto delle lepri tornate nei parchi di Milano e dei delfini che saltano vicino alle banchine del porto di Cagliari. Paolo Rumiz ha scritto dei pesci che stanno ripopolando le acque ferme del Canal grande. Gli animali che si riprendono le città vuote e la natura senza l’uomo sono immagini inquietanti. Quando siamo rientrati in casa per il freddo, Zion si era calmato, io ero pensieroso.

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