Una persona ha osservato che questo mio diario riguarda solo me e non ha molta apertura. Ho riletto gli ultimi post. Ci sono una campagna pubblicitaria superomistica, il dibattito sulle librerie, gli sbalzi di umore conseguenti alle sperimentazioni sui farmaci, i dubbi sul comportamento dei governativi, la Pasqua con Gesù che esce dal sepolcro nonostante i divieti… Poi ho letto la terza puntata del Diario a staffetta dell’inserto culturale di un grande quotidiano. L’autore è uno scrittore quotato, sceneggiatore di film e serie tv. In quattro pagine scriveva che va a fare la spesa al mattino presto per non incontrare nessuno, che s’impegna a cucinare risotti, che ha notato che le persone dicono più spesso secondo me – magari -, che ha deciso di rimuovere la drammaticità della situazione perché è sicuro che tutto tornerà come prima, e che, per ingannare l’attesa, con figlio e moglie gioca a basket tirando calzini appallottolati nel cestino della carta. Mi sono rincuorato.

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