A proposito di imprevisto, l’altra sera in branda mi è capitata sotto il naso questa frase di un filosofo francese: Un avvenimento è qualcosa che irrompe dall’esterno. Un qualcosa di imprevisto. È questo il supremo metodo di conoscenza. Bisogna ridare all’avvenimento la sua dimensione ontologica di nuovo inizio. È una irruzione del nuovo che rompe gli ingranaggi, che mette in moto un processo. L’imprevisto come metodo di conoscenza. Forse è il caso di rizzare le antenne.

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