misantropie #restrizioni

La vite gira. Le restrizioni aumentano. Quasi ogni giorno. Non si può fare questo, non si può fare quello. Chi possiede un tapis roulant è fortunato. Chissà se è considerato un bene di prima necessità e i corrieri lo consegnano. Bisognerebbe leggere i decreti del presidente del consiglio dei ministri (i famosi Dpcm). Le disposizioni regionali. Le ordinanze del prefetto. Le normative del sindaco. I documenti di Amazon. Tenersi informati agli arresti domiciliari è diventato un lavoro. Io e mia moglie ci riconosciamo fortunati. Abbiamo una casa spaziosa, con un piccolo prato. Siamo grati. L’altro giorno mi è arrivato un video con una voce fuori campo che diceva, seria, a un quarantenne: «A causa del coronavirus sei costretto a casa in quarantena, ma hai una scelta. Preferisci: a) stare a casa con moglie e figli? O: b) …». La fulminea risposta «b» precede la descrizione dell’alternativa. Ho riso parecchio. Ma mi chiedo quanto durerà questa capacità di sdrammatizzare.

2 commenti su “misantropie #restrizioni”

  1. Non durerà molto, certo meno della pandemia. E poi toccherà riprendere la vita “normale”, ma in che condizioni saremo? I piccoli video che sdrammatizzano fanno piacere (quelli intelligenti), ma il vero segreto è imparare dalle donne e dagli uomini che traggono dal pozzo del mistero dell’io la forza di atti di vera e splendida umanità.

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  2. Grazie Stefano. Condivido quello che scrive. Persone investite da qualcosa di più grande di loro. La testimonianza dei medici e di gran parte del personale sanitario di questi tempi è sotto gli occhi di tutti. E poi mi ha molto colpito, anche per la sua forza evocativa, il gesto di preghiera del Papa in piazza san Pietro.

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