Il PD è dalla parte dei cittadini, non dei banchieri. L’ha detto Matteo Orfini, Presidente del partito. Misteri orfici, verrebbe da dire parafrasando le religioni del passato, perché per credere ad affermazioni di questo genere serve fede, molta fede, una fede incrollabile. Con la consueta arroganza cui ci ha purtroppo abituato, Matteo bis pretende che ci scordiamo che da un lato tutti gli interventi dei governi targati PD in tema di banche sono andati nella direzione contraria a quanto afferma e dall’altro che in parecchie banche che hanno trangugiato denaro pubblico (soldi dei contribuenti) la gestione era PD, si pensi solo alla catastrofe Montepaschi o a Banca Etruria. Ci dovrebbe spiegare come si fa ad utilizzare gli istituti di credito come bancomat per il partito, gli imprenditori vicini e le campagne elettorali ed essere nel contempo dalla parte dei cittadini. Il CdA MPS controllato dal PD era dalla parte dei risparmiatori quando regalava circa 600 milioni di Euro alla tessera n. 1 del PD alias De Benedetti? Ma c’è di più, il Presidente del partito sfiora il grottesco quando dice che “in questi vent’anni abbiamo pagato un prezzo altissimo a causa di alcune scelte. E tutto perché alcuni leader di sinistra provenienti dalla mia stessa storia e i loro variegati epigoni hanno sofferto un’ansia di legittimazione dell’establishment e difeso l’indifendibile. Hanno fatto scempio con le privatizzazioni, svendendo pezzi di Paese e imposto scelte assurde come il fiscal compact durante il governo Monti. Questo ha provocato una frattura tra sinistra e popolo. Su Bankitalia deve avere paura solo chi teme la verità, certo non noi” (cito testualmente).

In altre parole il PD include “leader e variegati epigoni” (siamo sempre all’interno dei misteri orfici) che hanno distrutto il paese, ma non sono stati giudicati per questo (i voti servono come diceva Andreotti) e neppure allontanati dal partito. In ogni caso il PD non ha colpe, è al di là del bene e del male (se non è arroganza questa…), e ora che il Presidente ha recitato il suo atto di dolore si va avanti come prima. Se in questo atteggiamento ci fosse un briciolo di onestà, almeno intellettuale, alle ammissioni dovrebbero seguire i fatti, dovrebbe cambiare qualcosa. Per esempio il Ministro Boschi si dovrebbe dimettere.

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