Si avvicina la 15 esima edizione del festival di musica popolare a Rovigo. In attesa dell’apertura Roberto Tombesi presenta la mostra di strumenti musicali “L’intonarumori”.

Fervono i preparativi all’associazione Minelliana di Rovigo, per la prossima edizione del Festival di musica popolare “Ande, bali e cante”, quest’anno giunto al 15 esimo traguardo e che si svolgerà in dicembre.

Ad aprire la kermesse musicale, sabato 9 dicembre, a partire dalle 15.30, all’Auditorium della Chiesa di Sant’Agostino a Rovigo, in via Sichirollo 7, sarà l’inaugurazione della mostra-mercato “L’intonarumori”.

“L’intonarumori è una citazione e un omaggio al Futurismo e a Luigi Russolo – spiega il direttore artistico del Festival, Roberto Tombesi, fondatore del gruppo Calicanto, che da 35 anni promuove e diffonde la musica popolare veneta -. Era uno strumento inventato da Russolo, con cui si producevano rumori e non suoni armonici. Russolo nobilitava il rumore poiché, mentre fino ad allora il rumore per definizione non era musica, egli teorizzò appunto che si poteva comporre musica solo con l’impiego dei rumori puri e non con i suoni armonici”.

“Questa mostra infatti – spiega ancora Roberto Tombesi – sarà molto ricca di curiosità per i visitatori e per gli appassionati, poiché una sezione sarà dedicata a strumenti inventati e fantastici, fatti spesso con materiali di recupero, come le scatole di latta dei biscotti o le scatole dei sigari. Tutti pezzi della collezione Calcagno-Cavagna, una coppia di inventori musicofili savonesi, che saranno presenti all’esposizione per spiegare le loro creazioni ed illustrare gli strumenti”.

Sempre dal museo Calcagno-Cavagna saranno gli altri in mostra: una sezione sarà infatti dedicata agli strumenti della tradizione pastorale natalizia con zampogne, ciaramelle e cornamuse. Una terza parte sarà invece dedicata agli strumenti che danno il titolo all’edizione del festival di quest’anno, ovvero gli strumenti ad ancia libera, cioè la famiglia delle fisarmoniche, organetti ed armoniche. Vera curiosità storica e chicca musicale sarà un organetto Miotto, ossia fabbricato dall’omonima ditta di Rovigo, che costruiva fisarmoniche ed organetti fino alla seconda guerra mondiale, oggi diventati rarissimi.

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