E’ stata sicuramente Nada la protagonista della giornata finale della 20a edizione di “Voci per la Libertà – Una Canzone per Amnesty”, la manifestazione sostenuta da Amnesty International che collega musica e diritti umani, in programma a Rosolina Mare da giovedì scorso.

La cantautrice toscana grazie al suo brano “Ballata triste” ha vinto il  Premio Amnesty International Italia, indetto nel 2003  per premiare il migliore brano sui diritti umani pubblicato nel corso dell’anno precedente, in questo caso un brano sul femminicidio.

Per parlarne, alle 18.30 di domenica presso il Centro Congressi in Piazzale Europa, Nada ha incontrato il pubblico insieme al portavoce italiano di Amnesty Riccardo Noury, il direttore artistico del festival Michele Lionello e il sindaco di Rosolina Franco Vitale.
“Mi fa molto piacere che Amnesty e Voci per la libertà – ha detto Nada durante l’incontro – si siano accorti di questa canzone, che avevo un po’ nascosto dentro al mio ultimo album. È una canzone a cui tengo moltissimo, che mi è nata da dentro, dal disgusto che mi nasce ogni volta che sento storie di violenza sulle donne. Credo che questo sia anche un premio alle donne.
Quando ho scritto ‘Ballata triste’ sapevo di trovarmi davanti a un tema difficile, doloroso; avevo timore a scriverla, ma poi mi è uscita proprio così come la sentite. Non ho cambiato nemmeno una parola. Evidentemente queste cose le avevo già dentro di me. È una canzone molto asciutta, racconta una giornata normale di una coppia in cui si arriva alla tragedia. Una ragione che porta alla follia che scatena la violenza come quella alle donne nasce secondo me dal fatto che oggi ci sono molte solitudini, ci si rinchiude in se stessi. Questo riguarda anche gli uomini. Non si parla con nessuno dei problemi di coppia, e questo servirebbe forse a superare certi problemi, a non perdere la testa. Ci vorrebbero luoghi di aggregazione, confronto.”

Riccardo Noury da parte sua ha ricordato la campagna “Coraggio” che Amnesty sta portando avanti in questo periodo e che anche Voci per la libertà ha promosso durante il festival. “Una campagna – ha detto Noury – che vuole difendere donne  e uomini che difendono i diritti umani. Dal 1961, anno in cui Amnesty è nato, non è mai successo che contemporaneamente presidente e direttore di una sezione nazionale di Amnesty fossero arrestati come è successo ora in Turchia. Se persino Amnesty finisce in galera significa che la situazione è grave. Ma in Turchia anche 130 giornalisti sono stati arrestati.”

Sul tema del femminicidio Noury, ha ricordato che “in Italia è ormai un fenomeno che annualmente supera le tre cifre, siamo a oltre 100 casi. Ed è ormai un fenomeno strutturale. L’Italia pensa solo alla punizione dei reati, ma poi taglia i fondi ai centri anti-violenza. Così facendo le dichiarazioni contro i femminicidi sono solo retorica.”

Il portavoce di Amnesty ha poi ricordato la vicenda di Mauro Guerra, ucciso dai carabinieri a Sant’Urbano ed ha invitato a salire sul palco la sorella Elena, che ha raccontato la sua storia. “Mauro doveva sottoporsi a un trattamento sanitario obbligatorio. Si è però rifiutato ed è fuggito per i campi dove è stato inseguito da dieci carabinieri. Ha avuto una collutazione ed il maresciallo della locale stazione gli ha sparato. I diritti umani sono stati violati nel modo più assoluto. La cosa più tremenda è che non ci hanno dato modo di capire perchè è stato trattato a quel modo, con un intervento del tutto illegittimo.”

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Nelle scorse edizioni il premio andato quest’anno a Nada  è stato assegnato a “Il mio nemico” di Daniele Silvestri, “Pane e coraggio” di Ivano Fossati, “Ebano” dei Modena City Ramblers, “Rwanda” di Paola Turci, “Occhiali rotti” di Samuele Bersani, “Canenero” dei Subsonica, “Lettere di soldati” di Vinicio Capossela, “Mio zio” di Carmen Consoli, “Genova brucia” di Simone Cristicchi, “Non è un film” di Fiorella Mannoia e Frankie HI-NRG, “Gerardo Nuvola ‘e povere” di Enzo Avitabile e Francesco Guccini, “Atto di forza” di Francesco e Max Gazzé e “Scendi giù” di Mannarino, “Pronti a salpare” di Edoardo Bennato.

 

Nada ha poi chiuso poi in serata la manifestazione salendo sul palco per una attesa esibizione. In apertura c’è stato spazio per la finale del contest per artisti emergenti di cui riferiremo. Cinque gli artisti in gara: gli Amarcord da Firenze, Elisa Erin Bonomo da Treviso, Nevruz da Modena, i Tukurù da Bari e Carlo Valente da Rieti.

Di grande rilievo la giuria: Michele Lionello, direttore artistico Voci per la Libertà, Riccardo Pozzato, musicista, Giovanni Stefani, Amnesty International, Enrico Deregibus, giornalista,  Letizia Bognanni di Rockit, Gianluca Mura di Radio41, Riccardo Noury, Portavoce Amnesty International, Giò Alajmo, giornalista, Giordano Sangiorgi, Mei e Rete dei Festival, Aldo Foschini, Musica nelle Aie, Enrico de Angelis, giornalista e storico della canzone.

 

 

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