Festival dei popoli
Vai al contenuto della pagina

Festival dei Popoli dall'8 al 16 luglio

Sottotitolo non presente

Leggi l'articolo

Festival dei Popoli dall'8 al 16 luglio
Comunicato stampa del Centro di Documentazione Polesano


Ci siamo! Tutto è pronto per questa edizione speciale del Festival dei Popoli (40 anni di Festival!).

Il Festival nasce 40 anni fa, quasi per caso ma non per sbaglio, animato dal riconoscimento di quei "diritti umani" che l'Onu ha proclamato dopo gli orrori delle guerre mondiali.

Anno dopo anno abbiamo cercato di creare momenti di attenzione e sensibilizzazione verso le condizioni dei popoli del mondo.

Gli anni sono passati, portando con se cambiamenti sociali, strutturali, politici, scientifici e tecnologici ma noi siamo ancora qui a condividere insieme questi momenti di connessione umana.

Seguiteci per rimanere aggiornati!!

40 anni di Festival

Il Festival dei Popoli nasce, quasi per caso ma non per sbaglio, quando un gruppo musicale cileno che si chiama Inti Illimani, cerca ascolto per il suo popolo incontrando invece diffidenza e “sordità”: nello sfondo si riconoscono le ombre della guerra fredda che divide “Est” ed “Ovest” e distribuisce legittimità o meno ai popoli del “Sud” del mondo.

A Badia, sollecitato dal Concilio Vaticano II, dalla Pacem in Terris, dalla Popoulorum Progressio, sensibile alla voce degli “ultimi”, don Pier Antonio li “sponsorizza”, animato dal riconoscimento di quei “diritti umani” che l’Onu ha proclamato dopo gli orrori delle guerre mondiali. E poi, l’anno dopo ed il successivo e ancora, crea momenti di attenzione e sensibilizzazione verso le condizioni dei diritti umani tra i popoli di quello che era chiamato Terzo Mondo, ponendo le basi di una manifestazione che si vuole poi istituzionalizzare con cadenza regolare, e che oggi giunge alla sua quarantesima edizione.

Sono passati così 40 anni, anni densi di cambiamenti sociali, strutturali, politici, scientifici, tecnologici e della consapevolezza, anche ambientale. Da quella rigida spartizione in un “ordine” congelato dalla deterrenza atomica siamo precipitosamente passati alla “globalizzazione”, in un “disordine” in cui è così difficile districare i benefici dai danni di un’interdipendenza sempre più intrecciata e complessa, dove crisi ambientale e connessione informatica rappresentano forse le forze più determinanti - nel bene o nel male forse dipende ancora da noi - in una prospettiva di diritti fondamentali di ogni persona su questo Pianeta e del Pianeta stesso.