Le idee spaventano soprattutto chi non ne ha
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Il milite noto

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Il milite noto
Le idee spaventano soprattutto chi non ne ha di proprie e si abbarbica disperatamente a quelle di qualcun altro: dopo averle molto, molto faticosamente fatte proprie, non è disposto a metterle in discussione e tanto meno a cambiarle. Naturalmente si tratta di idee semplicistiche, la spiegazione sbagliata ma accessibile del cosmo: l’unica alla portata di chi fatica a pensare e guarda con sospetto chiunque esprima qualche dubbio. Galileo aveva ragione, ma far capire come funziona il sistema solare è stato molto difficile, le sue teorie presupponevano nient’altro che “il mondo alla rovescia”, una teoria bislacca che voleva che fosse la terra a girare intorno al sole. Roba da matti! Il “terrapiattista culturale” non possiede gli strumenti critici per valutare concetti e nemmeno per guardare al passato in modo analitico: per lui il mondo che gli è stato consegnato dai nonni è la quintessenza della perfezione, un sistema di regole in cui si sente sicuro e nel quale si muove a suo agio, incurante del fatto che tutto questo non riesca a spiegare la complessità del mondo e nel frattempo abbia creato una società caratterizzata da ingiustizie e diseguaglianze profonde: il suo motto incrollabile recita “è sempre stato così, è giusto così”. Non si rende conto, non riesce a pensare in modo autonomo, che il suo atteggiamento di oggi è esattamente il medesimo di quello professato da chi solo pochi decenni orsono difendeva la schiavitù, la segregazione o la pena di morte: una visione miserabile del mondo che ancora oggi ci lascia in eredità retaggi come la guerra, le discriminazioni, la xenofobia. Se pensate che mi riferisca al generale Vannacci avete ragione. L’alto ufficiale, cui mio malgrado contribuisco a pagare lo stipendio, elabora (è una parola grossa, l’oso) ciò che rappresenta il campione di platino iridio dell’ottusità e sconcerta che abbia trovato un seguito così ampio, nonostante la probabile veridicità dell’adagio relativo alla fertilità della mamma dei cretini. Nella sua cosmologia manichea, probabilmente sviluppata tra le mura delle caserme che, lo sappiamo bene, ospitano fior fiore di intellettuali e di menti elette, lui denuncia allarmato la deriva di un mondo alla rovescia, citando una serie di esempi paradossali che non possono certo costituire il presupposto per negare il progresso e giustificare la conservazione a oltranza del sistema che tanto gli garba, quello del “mondo raddrizzato”. Il mondo raddrizzato è quello della discriminazione e della disuguaglianza, quello che non ha problemi a spendere quantità oscene di denaro per gli armamenti, ma non trova i fondi per la sanità. Quello dove l’eterosessualità maschile, meglio se esuberante, è la sola normalità, quello in cui la donna conserva comunque una funzione ancillare, quello dove la finta democrazia della grande finanza si esporta con le armi, come in Afganistan. Non è casuale che la missione in Afganistan costituisca uno dei caposaldi della sua carriera, un fiore all’occhiello del suo curriculum… la situazione in cui versa quel paese dopo tante morti e tanto denaro sprecato, la dice lunga sulla abilità tecnica, sulla professionalità e sulle capacità dei militari (italiani e non) che ci sono andati, e più in generale sull’utilità delle squallide “missioni di pace” gestite da ONU e NATO. Farebbe sorridere, se non fosse una tragedia: per restare in tema di stupidità sarebbe come se Cadorna si fosse vantato delle carneficine inutili cui ha sottoposto migliaia di giovani e degli insuccessi dell’esercito italiano durante la sua gestione della grande guerra. Il mondo non ha bisogno di militari, nonostante quello che pensano molti, ha semplicemente bisogno che essi diventino inutili, soprattutto quelli che vogliono un “mondo raddrizzato”.