Noi che finora, bene o male, ce la siamo cavata

Ho le parole strozzate in gola. Deglutisco, ma non scendono. Spalanco la bocca, ma non escono. Mentre quelle che penso si ribellano.
Che giorni sono questi? Li vivo ma non li conosco. Sono del tutto nuovi per me, per noi nati nel dopoguerra, i fortunati che non l’hanno vissuta, se non nelle narrazioni dei più anziani. Noi che abbiamo visto il terrorismo e le sue vittime, attraversato l’austerity percorrendo strade vuote con i pattini, che abbiamo subito gli attentati della mafia, noi scossi da terremoti e messi sul lastrico da alluvioni, noi che finora, bene o male, ce la siamo cavata e un po’ di esperienza l’abbiamo messa in cascina, ora ci troviamo impreparati e smarriti di fronte a questa COSA. Nuova. Enorme. Imperscrutata. Invisibile. Infida. Globale. Che fa mancare le parole.
Il conforto del “tanto non toccherà a me” l’ho lasciato in Cina, un paio di mesi fa. La visione drammatica di una totale catastrofe collettiva (che sia il famoso Giudizio Universale?) la lascio ai soggetti per il cinema, che ne ha sempre tanto bisogno.
Sicché cosa faccio? Cosa devo fare? Boh, e chi lo sa. Mi informo, lavoro, sto attento, ordino prodotti su Amazon che non arrivano, mangio, dormo… e respiro, ancora bene, tra una sigaretta e l’altra. Evviva! Per il momento è sufficiente, direi. Spero solo che non si esauriscano le scorte di tabacco. Della cioccolata col 70% di cacao ne posso far a meno, per qualche settimana.
Però, se mi allargo poco poco fuori dal mio involucro, penso che ancora prima di sviluppare gli anticorpi del virus, abbiamo da mettere insieme quelli della situazione in sè.
Come? Anche così, come ci hanno proposto Paolo e gli amici di Apogeo. Grazie!

Roberto Giacometti vive a Ferrara. Ha frequentato corsi di scrittura creativa con Giuseppe Pontiggia e di sceneggiatura con Cesare Bornazzini, documentarista e collaboratore di Pupi Avati. Ha avuto esperienze nei campi della pubblicità, del teatro sperimentale e del cinema. Pubblicherà a breve con Apogeo il suo lavoro narrativo d’esordio.

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