La magnolia davanti a casa mia é piena di boccioli rosa. Nel timore che durante la lunga, secca estate dello scorso anno potesse morire, l’ho innaffiata tutte le settimane e poiché ora sono quasi sempre a casa, la potrò osservare più spesso di quanto avrei voluto fare. 
Abito in una delle zone più calde della Germania, dove, lungo la Bergstraße, fioriscono molti mandorli. Di solito questa cosa attira schiere di turisti con le loro macchine fotografiche. Non é così quest’anno. Anche da noi é arrivato il Coronavirus, non così forte come in Italia, ma anche qui le scuole e i bar sono chiusi, le manifestazioni proibite, la vita pubblica molto limitata. Possiamo ancora fare una passeggiata, da soli, non in gruppo, ma nessuno sa per quanto tempo ancora. Il Robert Koch Institut rende noto ogni giorno il numero dei contagiati e quello dei morti. I numeri continuano a salire. E nessuno sa come andrà a finire. Anche da noi la raccomandazione è pressante: “Rimanete a casa!”
Oggi ho letto sul giornale locale un articolo: la giornalista scrive come per noi, cittadini viziati, fosse impensabile, fino a questo momento, che nei supermercati non ci fosse più carta igienica, farina e che nelle farmacie non ci fossero più antinfluenzali. Per noi era ovvio curarsi dei bambini, andare al cinema, al ristorante. Ora invece é evidente quanto fragile sia la nostra vita, come le certezze possano dissolversi dall’oggi al domani. Così è da decenni per i numerosi profughi che devono abbandonare tutto, e per i quali non c’è più alcuna certezza già da molto tempo. 
Anche da noi sta girando il video dall’Italia in cui molte persone suonano insieme dai loro balconi. L’ho già postato su Facebook e ho scritto: “In Italia non ci si lascia abbattere cosi facilmente”. E il commento di un lettore dice: “Tutti insieme ce la faremo”.
Guardiamoci l’un l’altro, non solo ora.

(Traduzione di Paola Pellegrinelli)

Barbara Zeizinger vive a Dar­mstadt in Germania. Ha studiato Germanistica, Storia e Italiano. Ha pubblicato opere di poesia, narrativa, saggi e racconti di viaggi. Partecipa a progetti poetici bilingui in tedesco e in polac­co, lavora nella redazione delle riviste “Matrix” e “Bawulon”. Con Apogeo ha pubblicato il romanzo Lungo il Canalbianco, prendendo spunto dagli eventi che portarono al rastrellamento e al tragico eccidio di Villadose e Ceregnano del 25 aprile 1945.

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