Chi Padova la vive, la assapora, la condivide, ci si sente a casa e, soprattutto, ne è da sempre affascinato non può che gioire con tutti i patavini del meritatissimo riconoscimento arrivato dall’Unesco che rafforza, con il dovuto risalto internazionale, la coscienza di quanta bellezza vi sia nella Città del Santo, luogo dalla pregiata storia artistica, culturale e letteraria e dallo splendore millenario, di cui possiamo beneficiare nonostante il trascorrere dei secoli.

Padova Urbs picta è ora nella World Heritage List, la lista del Patrimonio Mondiale Unesco, la proclamazione è avvenuta nel corso della 44a sessione estesa del Comitato del Patrimonio Mondiale in corso a Fuzhou in Cina, con la partecipazione da remoto di delegazioni da 192 Paesi.

Basilica del Santo, Cappella di San Giacomo

La candidatura di Padova è stata l’unica presentata dall’Italia per il 2020, l’iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale arriva quest’anno, dopo il rinvio della sessione del Comitato Unesco del 2020 a causa della pandemia da Covid-19. Nel corso di questa sessione vengono proclamate sia le candidature del 2020 sia quelle del 2021, che per l’Italia prevedono la possibile proclamazione de “I Portici di Bologna”.

Palazzo della Ragione

Questi i principali passaggi con cui l’Unesco motiva l’inserimento di Padova Urbs picta nella lista del Patrimonio Mondiale: “I cicli affrescati padovani illustrano l’importante scambio di idee che esisteva tra i protagonisti del mondo della scienza, della letteratura e delle arti visive nel clima preumanista di Padova all’inizio del XIV secolo. Gli artisti hanno mostrato grande abilità nel dare forma visiva a queste idee e le loro capacità tecniche hanno permesso ai cicli affrescati padovani non solo di diventare un modello per gli altri, ma anche di dimostrarsi notevolmente resistenti al passare del tempo. Il gruppo di artisti in cerca di innovazione, riuniti a Padova, favorì allo stesso tempo uno scambio di idee e un know-how che portò a un nuovo stile nell’affresco. Questo nuovo stile non solo influenzò Padova per tutto il XIV secolo, ma costituì la base ispiratrice per secoli di lavori di affresco nel Rinascimento italiano e oltre. Con questa vera e propria rinascita di una tecnica pittorica antica, Padova ha fornito un nuovo modo di vedere e rappresentare il mondo, annunciando l’avvento della prospettiva rinascimentale. Queste innovazioni segnano una nuova era nella storia dell’arte, producendo un irreversibile cambio di direzione”.

Padova ha proposto l’iscrizione alla Lista del Patrimonio Mondiale Unesco un “sito seriale” che comprende tutti i preziosi e grandi cicli affrescati del Trecento conservati in otto edifici e complessi monumentali della città: la Cappella degli Scrovegni, la Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo agli Eremitani, il Palazzo della Ragione, la Cappella della Reggia Carrarese, il Battistero della Cattedrale, la Basilica e il Convento di Sant’Antonio l’Oratorio di San Giorgio e l’Oratorio di San Michele. Ad affrescare le pareti di questi luoghi, nel corso del XIV secolo, alcuni dei più straordinari artisti dell’epoca: Giotto, che con gli affreschi della Cappella degli Scrovegni realizza il suo capolavoro assoluto, Guariento di Arpo, Giusto de’ Menabuoi, Altichiero da Zevio, Jacopo Avanzi e Jacopo da Verona.

Oratorio di San Giorgio

È Giotto che quando giunge a Padova, intorno al 1302, porta in città un linguaggio artistico nuovo dal quale si sviluppa una straordinaria stagione di cultura e arte che proseguirà per tutto il XIV secolo. I grandi cicli affrescati padovani del Trecento rappresentano un esempio unico al mondo di un sistema di eccezionale valore universaleoutstanding universal value per usare la terminologia Unesco – per la loro rilevanza storico-artistica, per la loro ampiezza (oltre 3600 mq di pitture murali), perché all’interno di un’area definita, ovvero il centro storico di Padova, in un contesto territoriale in cui la tradizione della parete dipinta è documentata sin dal X secolo.

Gli affreschi in questi otto luoghi, distanti tra loro poche centinaia di metri e che compongono quindi un itinerario nel cuore della città medievale percorribile a piedi, offrono anche a chi non è un conoscitore della storia dell’arte, visioni uniche: grazie a Giotto, i sentimenti e le emozioni vengono rappresentati per la prima volta negli affreschi. Nella Cappella degli Scrovegni abbiamo la prima rappresentazione pittorica di un bacio, il bacio tra Gioacchino e Anna alla porta di Gerusalemme, e altrettanto sorprendente è la lacrima che riga il volto di una donna nella scena della Strage degli Innocenti. A Padova dal 1305 al 1397 avviene una rivoluzione nell’arte figurativa che, oltre alla rappresentazione dei sentimenti, si fonda su una riscoperta della tecnica dell’affresco, un uso innovativo del colore e l’invenzione della prospettiva che sarà poi perfezionata nei secoli successivi.

Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo agli Eremitani

Il Comune di Padova è capofila del Comitato per la candidatura, composto dagli altri tre enti proprietari degli edifici e complessi monumentali che conservano i cicli affrescati – Accademia Galileiana di Scienze, Lettere ed Arti; Basilica e Convento di Sant’Antonio; Delegazione Pontificia e Veneranda Arca del Santo; Diocesi di Padova – con la Regione del Veneto e la consulenza scientifica del Ministero della Cultura attraverso l’Ufficio Unesco e la Soprintendenza Archologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Venezia e le province di Belluno Padova e Treviso oltre che dell’Università degli Studi di Padova.

Padova una delle poche città al mondo a custodire due siti Unesco, dal 1997 infatti l’Orto Botanico dell’Università di Padova è nella World Heritage List. Il Veneto diviene la regione italiana con il maggior numero di siti nel Patrimonio Mondiale, un riconoscimento internazionale di cui di certo ciascun veneto va fiero e che aumenta in ciascuno di noi la consapevolezza di quanto siamo privilegiati nel vivere in un luogo che cela meraviglie in ogni dove.

Cappella degli Scrovegni, bacio tra Gioacchino e Anna

Le immagini sono messe gentilmente a disposizione dall’ufficio stampa di Padova Urbs Picta.

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