La bellezza delle cose che durano“, così si intitolava l’articolo a firma Sandro Marchioro che REM, in un numero del 2014, dedicò a Paolo Piva, scomparso ieri a Vienna, dove viveva e insegnava. 

Adesso che se n’è andato, questa bellezza assume tratti ancora più significativi. “La passione per quello che fa e che ha fatto, il sapere accumulato in un ambito che ha costruito il nostro presente molto più di quello che crediamo, ecco, tutto questo diventa talmente pregnante e le cose che dice sono così intense che non vanno più via”, scriveva di lui Sandro in quell’occasione, rimarcando come una conversazione con Piva lasciasse tracce profonde.

Nato a Adria nel 1950, dopo gli studi alla facoltà di architettura dell’Università di Venezia, si è occupato di ricerche nel campo visuale, ha partecipato a mostre personali
e collettive, si è occupato di design industriale, ha curato ricerche e libri, è stato docente e ha elaborato progetti architettonici innovativi in tutto il mondo. Una carriera lunga e variegata, che ha lasciato segni profondi in luoghi vicini e lontani.

Nella foto in copertina il parco scientifico di Venezia, una delle sue più rilevanti realizzazioni.

PaoloPiva_foto

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