Utopya Fotografia ha proposto recentemente quattro serate di alto livello per promuovere gratuitamente una cultura fotografica up, in collaborazione con Spazio Cartabianca, un luogo giovane ad Albignasego, dove persone giovani fanno e stampano fotografia, propongono mostre ed incontri con autori, workshop oltre ad un bookshop di libri inediti dedicati alla fotografia.

Piero Martinello ha presentato il suo libro “Radicalia”, inserito da Time magazine nella lista dei migliori 35 libri fotografici dell’anno ed il suo progetto a lungo termine Radicalia ha vinto il Photo Folio review di Arles ed è stato esposto a Les Recontres de la Photografie nel 2016.

Ho visto la mostra in Francia e sono rimasta subito colpita per il coraggio di affrontare tematiche cosi dure ed estremizzate, viaggiando per l’Italia, alla ricerca per anni di uomini e donne che hanno abbracciato scelte e stili di vita radicali: folli, ravers, criminali, devoti, monache di clausura che prendono vita in una serie di ritratti in cui esiste solo una purezza formale, talvolta innestata in fototessere, santini, immagini segnaletiche ed esposti in modo non convenzionale con cornici di formato, dimensione e colore una diversa dall’altra.


Piero Martinello è un fotografo ritrattista formatesi presso Fabrica, il centro internazionale di ricerca per la comunicazione di Benetton, dove ha lavorato per Colors Magazine e per l’Organizzazione Mondiale della Sanità.

La seconda ospite è stata Sara Lando, una giovane autrice con grande talento creativo, che utilizza la rete ed i social con tutte le loro potenzialità, presentando il suo laboratorio per “Fotografi pigri” di tutte le età ed i suoi coinvolgenti progetti di ricerca, grazie alla sua grande abilità di entrare in relazione con la gente in modo empatico, rendendosi presto accettata, riconoscibile ed accolta.


Il fotoreporter romano Giorgio Cosulich de Pecine ha raccontato l’Africa nei suoi viaggi in treno per una distanza di diecimila km, ed in taxi ad Addis Abeba, a contatto con la gente senza una meta finale se non il viaggio stesso. Il fotografo lavora da oltre venti anni per clienti internazionali quali Nesweek, Time, Vanity Fair, Cnn, New York Times, Geo, Washington Post, United Nations, Getty, Nike, Esso, occupandosi di tematiche sociali, ma anche di corporate aziendale.

Nel 2015 ha fondato 14 and 15 Mobile Photographers, la prima piattaforma web e casa editrice dedicata alla mobile photography ed al mondo di Instagram, pubblicando uno straordinario libro sull’Iran visto esclusivamente da fotografi amatoriali e professionisti che hanno postato le loro foto su Instagram.


Ultimo ospite, ma non meno importante, Dennis Ziliotto che ha illustrato l’antica tecnica del collodio umido e la stampa all’albumina e nel corso della serata ha realizzato al banco ottico due ritratti dal vivo della stessa modella, uno con lastra di metallo e l’altro su vetro. E con le riprese all’infrarosso a cura di Giuseppe Toffoli è stato possibile seguire in diretta lo sviluppo delle lastre e la spiegazione di ogni passaggio.

Ho conosciuto personalmente tutti i quattro fotografi ed è stato un ricco confronto, mentre la visione del libro sull’Iran, che ho subito acquistato, mi ha permesso di farmi un’altra idea del paese che ho visitato un anno fa.

Gli incontri allo Spazio Cartabianca continueranno a settembre con nuovi ospiti per proporre un nuovo modo di fare fotografia, insieme ai padrone di casa Emanuele Salvagnoe Marco Badlina, valenti stampatori, a Massimo Pistore, fotografo,  e a Franco Tanel, promotore della rassegna.

E nella mia città che accade? Domanda di riserva! Preferisco andare ad Albignasego dove incontro amici ed arricchisco le mie conoscenze fotografiche, a costo zero. Buona luce!

 

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