Alcuni anni fa lessi un libro che aveva per protagonista una ragazza tanto carina che si chiamava Emma e che sposò un medico di campagna più vecchio di lei che si chiamava Bovary di cognome ed era tanto tanto noioso.

Emma non era troia di animo, ma aveva tanti sogni per la testa, soprattutto di un grande amore, e quel tangaro lì che aveva sposato non era per niente un grande amore.

Poi cosa vuoi, la vita ti fa fare tanti incontri anche se vivi in campagna e a lei capitava che ogni tanto le sembrava che quel grande amore che sognava fosse finalmente arrivato e poi invece non era così; e allora ne arrivava un altro di grande amore ma non era grande neanche stavolta e insomma a forza di grandi amori che poi si schiantavano lei è finita per passare per porcona agli occhi di tutti e questa cosa le pesava e si incasinava sempre di più e quasi quasi voleva morire.

Per fortuna che ci siamo incontrati quasi per caso allo sportello di Equitalia in un periodo in cui anche io vedevo nero; allora dopo che abbiamo fatto due parole l’ho invitata ad andare a prendere qualcosa da mangiare da un chebabbaro, e quel pomeriggio bellissimo di sole ci siamo raccontati le nostre storie e le nostre schifezze interiori seduti sul monumento a Garibaldi in piazza a Rovigo mangiando chebab. E da allora io ed Emma viviamo insieme felici e contenti.

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