Uno show da godere fino all’ultima nota nel parco secolare di Villa Schiatti Giglioli a Ficarolo per la rassegna di tra Ville e Giardini, quello proposto dalla Banda Osiris, composta da musicisti polistrumentisti che usano la musica come filo conduttore di una narrazione comica esilarante, una catarsi collettiva di risate.

Questi strepitosi artisti sono: Sandro Berti (mandolino, chitarra, violino, trombone), Gianluigi Carlone (voce, sax, flauto), Roberto Carlone (trombone, basso, tastiere) e Giancarlo Macrì (percussioni, batteria, bassotuba).
In questo spettacolo la Banda Osiris si è concentrata sul mestiere di musicista, prendendo spunto dal loro libro “Note dolenti” ed ha costruito un viaggio musical-teatrale ai confini della realtà. Con l’abilità mimica, strumentale e canora che li contraddistingue, i quattro protagonisti si divertono con ironia ad elargire provocatori consigli: dal perché è meglio evitare di diventare musicisti a come dissuadere i bambini ad avvicinarsi alla musica; da quali siano gli strumenti musicali da non suonare, a come eliminare i musicisti più insopportabili. Attraverso musica composta e scomposta, musica da camera e da balcone, Beatles e Vasco Rossi, la Banda Osiris tratteggia il ritratto impietoso della figura del musicista: presuntuoso, permaloso, sfortunato, odiato e, raramente, amato.

Una distesa di pubblico plaudente, in preda alle convulsioni da risate. “Le dolenti note”, spettacolo sul duro mestiere del musicista ha messo in luce il grande spessore artistico del quartetto di origini vercellesi che ha saputo divertire in modo pulito, con le allusioni ed i giochi di parole, con i tempi stretti delle battute, con le citazioni musicali e le situazioni tragicomiche, con continui contrappunti tra i protagonisti a parole e suoni, col coinvolgimento del pubblico (“Villa Schiatti… forse state per assistere all’ultima esibizione della Banda Osiris”) senza lo schermo teatrale.

Recita tutto il corpo con contorcimenti, piegamenti, balzi e perfino i loro tanti strumenti musicali si trasformano in veri personaggi della storia. Primo fra tutti da evitare il bassotuba che tutti scambiano per il trombone “anni e anni di studio e poi… ci puoi far tutto anche il piatto doccia…”. Ci sono strumenti che sono assolutamente sconsigliabili: l’arpa per esempio, pesante da trasportare e per il portafoglio. L’arpista passa il 50 per cento del tempo ad accordare lo strumento e l’altro 50 a suonarlo scordato. E poi lui: nato come strumento di tortura nel XVI secolo, poi sostituito dalla Vergine di Norimberga: il flauto diritto, detto anche dolce. Arma di distruzione di massa, usato nelle scuole a partire dagli anni ’60, che ha traumatizzato un’intera generazione di incolpevoli genitori costretti ad ascoltare il saggio scolastico dei figli che inibiti e bloccati non hanno più suonato. E in mezzo “Eleanor Rigby”dei Beatles suonata in tutte le versioni e cantato in arabo, tedesco, francese, russo, spagnolo, italiano, in quanto la musica dei Beatles aumenta la produzione del latte nelle mucche ed ascoltata in sala parto fa crescere le capacità musicali del nascituro, grazie alla sua proprietà taumaturgica.


Per non parlare del più famoso festival jazz in Israele “Il Getsemani”, del Bolero di Ravel, Lucio Dalla di “Caro amico ti scrivo” cioè una lettera scritta ad otto mani, in cui abbiamo dato un ritmo per essere più musicali, Gianni Morandi di “Uno su mille” ed Amarcord theme di Nino Rota. E un meraviglioso trombone col tutù, con i fiati a comporre gambe e braccia danzanti sulle note de “La morte del cigno” di Tcaikovsky.
Mix strabiliante di cabaret, teatro e musica lo spettacolo prende spunto dal fantomatico libro scritto “in 3dì”. “Voglio essere libro con la mia libretà, allègami a Repubblica qui nessuno mi pubblica, per non parlare del blocco della pagina bianca. Voglio cambiare look, diventare un ebook, non voglio essere sommario né diario”. Si gioca con le note, che prima erano giustamente “ignote” e siccome il musicista è un mestiere da sfigati, squattrinati, meglio lasciar perdere. “Se credi di esser Mozart pensa che dovrai morire a 35 anni!”. “Se hai composto bella musica, nessuno crederà che l’hai scritta tu” e“se finalmente arrivano ben 4 proposte di concerto, sono tutte nella stessa sera!”.

Note dolenti per un musici perdenti: “avere un unico concerto in un giorno di pioggia o essere contemporaneamente con il finale del campionato di calcio: se pensi che sia meglio non fare il musicista, è vero!”
“Prima che una strega malvagia mi trasformasse in un rospo ero un musicista, ed ora guadagno di più come rospo parlante che come musicista”.
I musicisti sono egoisti, calcolatori, da compatire, ma vestono elegante: ecco dunque la collezione primavera-estate dei termini musicali mimati quali allegro, andante, vivacissimo, adagio, vivace moderato con grazia, arioso con trasporto, scherzo, grave, pausa…
Uno spettacolo straordinario quello proposto dalla Banda Osiris, formata da valenti musicisti, che hanno suonato con Stefano Bollani, con l’orchestra del Teatro Verdi di Milano, e molto altro, ma si divertono a presentare in modo ironico e dissacrante la figura del musicista, proprio per il grande amore che essi hanno per i loro strumenti.
E pensare che l’attuale governo toglierà la musica dalla scuola secondaria di primo grado, lasciandola solo nei licei ad indirizzo musicale: che vergogna! Con tutti i compositori italiani di musica strumentale, sinfonica, lirica e jazz che abbiamo! Povera Italia dove andremo a finire.

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