Questo libro di Danilo Trombin sul Delta del Po l’ho visto nascere; Viaggio nel Delta del Po – Guida sentimentale all’ultima frontiera – prima l’ho letto in bozze, almeno due volte, poi l’ho letto appena uscito dalla tipografia, ancora caldo, poi l’ho riletto perché non capivo bene perché lo trovavo così bello. Ancora adesso non mi spiego come un libro pensato come una guida, seppure anomala, ti prenda come un romanzo d’appendice. Credo dipenda dal fatto che Danilo non se ne sta fuori dal testo, a descrivere un territorio che, bene o male, gli dà da mangiare (Danilo fa la guida ed altre cose legate a questo ambiente ed alle sue risorse naturalistiche e ambientali); c’è una perfetta identità tra quello che l’autore scrive e quello che l’autore sente e vive. Inoltre, il Delta per Danilo non è un territorio ma un destino, come sono un destino un padre e una madre, un grande amore, un figlio, gli amici; valli, scani, lagune, flora e fauna non sono oggetti esterni, conosciuti con la mediazione di una disciplina (la botanica, l’ornitologia, l’etologia); sono e sono stati l’essenza della personalità dell’autore, lo hanno formato, li conosce “per spirito” e non “per scienza”. Tant’è che una delle parti più stuzzicanti del libro (ma sono tutte stuzzicanti) è il glossario finale, dove sono messe in fila le parole che in più punti accendono il testo e dove risulta chiaro che le parole sono chiavi che aprono mondi: Burcio, Busa, Caifa, Fassìna, Fraima, Messùra, Nièbola: un pentagramma, più che un elenco. Ma non c’è pagina in cui Danilo non usi una lingua bella, tersa e tesa, un andante con brio che diventa il carattere della scrittura dalla prima all’ultima pagina e che ammalia il lettore. C’è ancora un altro elemento: a me capita spesso di leggere libri che mi lasciano con una domanda finale: cosa mi è servito leggere queste pagine? Bene: alla fine di questo Viaggio nel Delta del Po l’unica cosa che è sgorgata abbondante è la soddisfazione di aver imparato tante cose e di averlo fatto divertendomi; inoltre, ho provato quella soddisfazione viva di aver attraversato una cosa bella, che come tutte le cose belle mi ha regalato gioia. È un libro, questo di Danilo, che ti accompagna tenendoti stretto e ti lascia con alcune pagine (quelle dedicate alla città in cui vive) degne di essere lette a voce alta più e più volte e, soprattutto, di non essere dimenticate e di non spegnersi nell’oblio del tempo che scappa.

Danilo Trombin presenterà
Viaggio nel Delta del Po. Guida sentimentale all’ultima frontiera
sabato 12 giugno alle ore 17.30
all’Isola di Albarella
sarà un Aperitivo con l’autore sulla Terrazza del Golf Hotel al Bistrò la 18a Buca.


Per Apogeo Editore è appena uscita la ristampa del libro

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