“Andremo a viverle non per farci ricordare chi siamo…
Ma per farci tornare a vivere chi siamo.”

Performance ispirata al progetto fotografico StanZe
di Alessandra Rigolin
Fotografia-testo-interpretazione
Voce Luigi Marangoni
Musiche Lodovico Einaudi
Durata 45 minuti
Sabato, 18 giugno 2016
ESTE, Chiesetta di San Rocco
Orari ingresso alla mostra:
20.00 – 21.00 – 22.00
Ingresso 10.00 euro – prenotazione obbligatoria (40 persone a ingresso)
PER INFO E PRENOTAZIONI: cell 388 6370013

La presenza di Alessandra Rigolin accompagnerà il pubblico ad entrare nel luogo dove ognuno ha timore di andare… dentro se stessi. La performance aprirà le porte che daranno vita ai propri soffocamenti.. alla morte interiore.. alla rinascita. Un viaggio cosciente verso la verità: la nostra. La voce di Luigi Marangoni accompagnerà gli ospiti attraverso lunghi corridoi che porteranno ad aprire le porte delle stanze.
Alla fine si uscirà con una nuova coscienza di sé. La presenza di Alessandra sarà costantemente vicino ad ognuno.
Paura di entrare nelle stanze.. perché nessuno entra dove la verità ti guarda dritta. Paura che tutti avranno voglia di scoprire.. perché porta alla felicità.

“Fotografare me stessa per mostrarmi e vedermi, per capire chi sono. Ho iniziato a mettere sul tavolo gli oggetti della mia quotidianità, le foto dell’album di famiglia che mi rappresentavano, che rappresentavano tutte le donne che stavo vivendo. Avevo la necessità di trovare me stessa, ma per farlo dovevo arrivare al punto più difficile: per rinascere dovevo morire dentro, ho affrontato tutti i miei soffocamenti, donandomi totalmente. Avevo bisogno di silenzio. Per un anno ho vissuto sola per toccare le mie angosce. Ho frammentato la mia donne in tutte le mie donne; ho vissuto Alessandra come bambina felice, come donna desiderosa di essere sposa e madre, donna distrutta dai sogni infranti. Per riuscire a mostrarmi dovevo vivermi, toccare le mie angosce, riviverle per metabolizzarle e superarle. Dovevo capire chi ero e ritrovare la bambina felice che era in me, quella che baciava la mamma. Ho guardato le foto, le ho toccate, strappate, ricucite; con lo strappo ho aperto le porte delle mie donne, rimaste chiuse fino ad allora. Strappata la prima foto ho ricominciato a respirare e sono riuscita ad andare avanti perché le donne che stavo vivendo appartenevano al passato, non c’erano più e la sofferenza era vinta. La materia è strumento per dare voce ai miei silenzi. Adesso l’unica vera bussola che seguo, sono io. Alessandra Rigolin.”

Biografia
Alessandra Rigolin è nata a Lendinara (RO) nel 1976.
La sua ricerca per la fotografia nasce nel 2009, seguendo un percorso autodidatta.
Si avvicina allo studio della pellicola in camera oscura e allo sviluppo di tecniche alternative grazie a Davide Rossi, un fotografo professionista, che le permette di scoprire un nuovo modo di vedere.
Nel 2011 frequenta un workshop con Franco Fontana al Toscana Foto Festival, Massa Marittima.
Fotografa sé stessa per la prima volta nel 2012, quando frequenta il Masterclass di Enrico Bossan. Durante il suo percorso ha incontrato diversi artisti che hanno contribuito alla formazione di ciò che Alessandra è oggi.
Il corpo diventa necessità.
L’autoritratto è la voce del silenzio.

5 StanZe

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