“Sono invidiosi, rancorosi, cercano di vendicarsi come se il nostro benessere fosse rubato… invece è frutto del nostro lavoro, del nostro impegno”. Questo era, più o meno, quello che i bianchi “buoni” dicevano a proposito dei negri, cattivi, sempre pronti ad aggredirti se per sbaglio finivi nei loro ghetti.

Precisavano sempre di non essere razzisti, ma consideravano la disuguaglianza come un fatto normale, i negri dovevano accattare la loro condizione subalterna e se si ribellavano diventavano inspiegabilmente istigatori di odio. Sorridevano perplessi nelle loro casette linde senza rendersi conto che vivevano un equivoco di fondo: scambiavano i privilegi con i diritti.

La gente di colore (delizioso eufemismo ipocrita che preannunciava la stagione dell’oscenità politically correct) aveva tutte le ragioni per essere insoddisfatta e rancorosa, ma agli occhi della borghesia bianca americana appariva come un mulo insofferente alle briglie.

E’ esattamente quello che sta accadendo nel nostro paese: una buona percentuale di cittadini gode per un motivo o per l’altro di qualche privilegio. Può essere qualcosa di macroscopico, come il vitalizio dei politici e degli alti funzionari della pubblica amministrazione, o anche qualcosa di piccolo come l’alloggio gratis dei militari di carriera o la baby pensione maturata qualche anno fa contro ogni decenza e a dispetto di qualsiasi calcolo economico. Certo si tratta di qualcosa che sotto il profilo formale non è stato rubato, anche se sul piano dell’etica e dell’equità ci sarebbe da discutere, ma stiamo comunque parlando di privilegi ingiustificati. La propaganda dice che la recessione è finita e che tutti godremo della ripresa, provate a cercare un lavoro decente che non sia a tempo determinato e ne riparliamo.

Ma il resto del paese, quello che vede progressivamente allontanarsi il traguardo della pensione, quello che non trova lavoro e non sa se una pensione l’avrà mai, quello che non può più accedere alla sanità pubblica perché costa, quello strangolato dalle tasse che poi vede sperperare il denaro pubblico per acquistare aerei da caccia o ripianare i debiti delle banche fatte fallite da amministratori disonesti che resteranno impuniti, il resto del paese dicevo non ha il diritto di essere rancoroso, di provare una sana invidia nei confronti di chi gode di privilegi che gli sono negati? L’uguaglianza non è forse uno dei punti cardine della nostra costituzione? E se questo principio fondamentale viene disatteso non abbiamo forse il sacrosanto diritto di essere incazzati?

Con quale coraggio certa stampa e certi politici criticano la profonda insoddisfazione dei cittadini bollandoli come qualunquisti? Dovremmo forse accettare con il sorriso beota sulle labbra lo smantellamento dei diritti e della democrazia? Pensate che quando i partigiani hanno deciso di salire sulle montagne e iniziare a combattere l’abbiano fatto felici e contenti come i personaggi dei films dei telefoni bianchi?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *