La prima rubrica della rivista REM è il “Taccuino futile” di Natalino Balasso. Nel numero 27 l’attore propone “Astronavi per Marte”.
È una poesia, sta nel finale dello spettacolo teatrale “Dizionario Balasso” e nel film “La Supermassa” (disponibile su YouTube), sospinta dalla voce.

La ritroviamo tra le pagine di REM 27 come un viaggio in versi. Un testo diverso da quelli che solitamente vanno in pagina ma, allo stesso tempo, del tutto in risonanza con lo stile del Taccuino.
Una poesia che, al ritmo della notte, ci sospinge in una costellazione di riflessioni, ci porta a vedere dall’alto (come fossimo a bordo dell’astronave a guardare la Terra) quello che siamo, l’assurdo dei nostri contorcimenti, i limiti cui vorremmo sfuggire e che invece abbiamo ben predisposto intorno a noi. Intorno all’umanità.
Ecco otto versi di questa ballata senza ritornello, a pagina 7 della rivista:

…La notte che tutti i capi organizzarono una riunione
con i cazzi attorcigliati per valutare la situazione
e si decise di far partire astronavi per Marte
mentre i sottosegretari se la ridevano in disparte,
si caricarono le navicelle di rifugiati di pensionati,
di gente che protestava, di figli di disoccupati,
di analfabeti di sola andata, di professori esauriti,
di studenti senza borsa, di adolescenti disadattati…

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