La pagina Instagram di associazionerem si arricchisce di nuovi post e, di pari passo, su questo blog proseguiamo il viaggio dentro gli articoli della rivista che si trova in edicola e in libreria.
Oggi riportiamo altri tre estratti da articoli presenti su questo numero di REM: “Non solo Genesis” di Marco e Michele Barbujani, l’intervista di Cristina Sartorello a Raffaella Benetti e le pagine dedicate al Festival Voci per la Libertà 2020.

Come in molte altre esperienze italiane, in alcuni momenti è passata in Polesine la storia del prog internazionale, e non solo l’esordio dei Genesis in Italia. Se ne parla nell’articolo della sezione “Suoni” di questo numero.

La PFM nel 1977, durante il Jet Lag Tour

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Un’altra formazione prog che si incontra sono Le Orme, quest’ultima con l’ulteriore particolarità di essere nata proprio dietro l’angolo, nel veneziano. Il 1974 è stato un anno decisamente interessante per il gruppo: dopo un tour estero, Le Orme erano diventate famose nel mondo e con il Contrappunti tour hanno girato parecchio per l’Italia, tanto da raccogliere abbastanza materiale per un disco dal vivo. Perciò in quello stesso anno è uscito In concerto, disco registrato al Teatro Brancaccio di Roma, prima volta di un disco dal vivo di progressive rock italiano. Ma non è tutto: dalle pagine del blog Verso la Stratosfera, luogo di culto soprattutto per gli amanti del prog italiano, emerge anche il prezioso audio di un concerto del 1974 avvenuto al Teatro Comunale di Adria. Secondo il sito, “il merito va al Past Daily e al suo amministratore, Gordon Skene che, pare, abbia ricevuto il nastro in regalo da un componente delle Orme, mentre il gruppo era a Los Angeles per le registrazioni di Smogmagica”. Alcune delle registrazioni di Adria, secondo la produzione non ufficiale, sono poi finite nel disco Live Orme 75-77, una vecchia edizione dell’etichetta giapponese Nexus/King Record (tradotto per gli appassionati: una sorta di semi-bootleg, poi ristampata da Black Widow Records). Secondo le note dell’album, infatti, le tracce sono state registrate da Ronald Thorpe precisamente a Mestre, Adria, Rimini, Modena, Parma, Varese, Milano e Bologna. Nel 1979, inoltre, il gruppo è tornato ancora sul palco adriese con il tour di Florian, in una performance meno fortunata di quella di cinque anni prima. Da questo tour esiste un’altra registrazione amatoriale, questa volta di Cittadella (PD). Negli ultimi anni il gruppo si è esibito molte altre volte in Veneto, con almeno due passaggi anche in Polesine ad Adria (2005) e Taglio di Po (2019).

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Raffaella Benetti è un’artista poliedrica che spazia dalla pittura alla fotografia (un interesse che è diventato il suo lavoro), alle installazioni di vario tipo, fino alla scultura di piccole dimensioni, in sintonia con le materie dure come il marmo, e alle grandi opere religiose.

Raffaella Benetti

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Durante il lockdown l’artista ha continuato a lavorare, prima in bianco e nero con creazioni di foto e grafica (come il libro d’artista dell’aprile 2020: Ombre, io resto a casa. Passeggiata tra i ciliegi, acquerello con pennello giapponese), poi a colori per un lungo pannello di carta con grande uso dell’oro.
L’artista ha in previsione una mostra a Parigi a fine gennaio, a Milano, a Venezia con l’opera Rondò ed un nuovo incarico in un’altra chiesa a Corigliano Calabro (il suo progetto è stato scelto tra più proposte) per altare, ambone, sede e fonte battesimale in marmo e bronzo.
Raffaella Benetti porta avanti più progetti contemporaneamente, perché: “Sto bene quando ho tante cose, una cosa mi dà energia per l’altra”. Nelle sue foto ci sono aperture, con la visione della luce di fondo, ma senza presenza umana. Non si è mai occupata di street photography o di ritratti, preferisce partire da un testo letterario e sviluppare progetti diversi; per la scultura ha un approccio più classico e realizza figure stilizzate, con una simbologia celata, comunque armoniose ed equilibrate, dove è evidente un attento studio dei volumi, frutto di grande sensibilità e ricchezza interiore. 

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Le voci delle cinque finaliste del Festival “Voci per la Libertà – Una Canzone per Amnesty” si alternano sotto i riflettori. Voci libere e nel buio tutte diverse ma in scena tutte “uguali”. Uguali a se stesse, coerenti, ferite e appassionate, spaventate, spaventosamente forti. L’articolo su REM è di Sara Legnaro, le foto di Andrea Artosi. Nell’immagine di copertina di questo articolo Agnese Valle.

H.E.R.

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Risuonano libere le voci di decine di artisti nella 23a edizione di “Voci per la Libertà – Una canzone per Amnesty”. Nelle sere del 31 luglio, 1 e 2 agosto, il palco di Rosolina Mare, anche in questo delicatissimo 2020 di distanziamento sociale, avvicina in gara otto artisti emergenti, ospita Margherita Vicario, Marina Rei e consegna a Niccolò Fabi il Premio Amnesty International Italia sezione Big.
Sui diritti non si torna indietro è lo slogan di quest’anno. Ciascun artista lo canta a suo modo, ciascuno con le proprie parole, con voci, strumenti e testi che emozionano e lasciano un’eco nell’anima: cantano l’essere umano, cantano l’io, cantano il tu, cantano l’altro, cantano il diritto dell’altro. Diritti reciproci e diritti diretti. No, sui diritti non si torna indietro.
Andranno avanti dirette in finale domenica 2 agosto cinque donne: H.E.R., Adriana Jè, Assia Fiorillo, Micaela Tempesta e Agnese Valle. Margherita e Marina, ospiti delicate e potenti, sembrano anticipare la finale tutta al femminile.

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REM è in vendita in tutte le edicole della provincia di Rovigo al prezzo di euro 2.50. E’ disponibile anche alla libreria Apogeo di Adria, alla Libreria Ubik e alla Libreria Il Libraccio di Rovigo. Si può ordinare online qui.

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