Da anni si li litiga sulle conseguenze di un fenomeno, l’immigrazione, anzichè cercare di capirne le cause. Come i capponi di Renzo. Il commento di Mario Bellettato. 

Pur considerando “I Promessi Sposi” un romanzo ampiamente sopravvalutato che deve le sue fortune al tono edificante che compiaceva gli educatori del secolo scorso, riconosco al Manzoni la capacità di descrivere con pochi tratti persone e atmosfere.

Così la situazione attuale mi ricorda la vicenda dei capponi che Renzo porta con se quando si reca dall’Avvocato Azzeccagarbugli, i pennuti hanno il destino segnato, ma invece di associarsi e tentare di sfuggire alla teglia che li attende, litigano tra loro a colpi di becco.

Da anni assistiamo ai continui conflitti che hanno diviso il paese tra quanti vorrebbero impedire l’immigrazione bloccando le frontiere e coloro i quali invece ritengono doverosa l’accoglienza. Si litiga sulle conseguenze di un fenomeno, nessuno tenta seriamente di capirne le cause per cercare di limitarlo.

E’ come se di fronte ad un malato con una grave infezione i medici battibeccassero per decidere se le piaghe vanno bendate o lasciate libere, senza che nessuno si preoccupi di prescrivere un antibiotico. Non si affronta il problema alla radice e ci si limita a gestire le conseguenze.

Apparentemente è difficile trovare le ragioni di un atteggiamento così stupido, a meno che non si rifletta su due elementi: il primo è che più o meno direttamente le società occidentali hanno grandi responsabilità per l’esodo biblico cui assistiamo, come Pilato ce ne laviamo le mani fingendo di ignorarlo ed il secondo è che l’assistenza ai migranti è un business colossale con risvolti demografici strategici per l’elettorato del futuro. Qualcuno questo l’ha capito bene ed ha deciso di aprire la schiena di Renzi e metterci le pile.

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