In fondo a Calle dei Guardiani, quella che costeggia la celebre osteria Codroma, a un passo da San Sebastiano, tre anni fa una vecchia falegnameria è diventata una delle più affascinanti gallerie d’arte di Venezia. I muri pettinati dal tempo, un piccolo giardino, uno spazio che l’arte contemporanea sa far vibrare.

Alberta Pane l’ha aperta quando ha deciso di tornare a Venezia. E già questo è uno di quei gesti che fanno bene al cuore e al cervello di questa città. Da anni si era trasferita a Parigi ed è là che ha iniziato la sua carriera di gallerista, coagulando dal 2008 al Marais un bel gruppo di artisti e ritagliandosi una posizione di primo piano nella scena del mercato culturale. Quando è tornata in laguna, non ha lasciato la galleria parigina (altra sorpresa), dimostrando un coraggio che ora solo la pandemia sta ostacolando,

«ho una mostra che apre il 5 settembre e devo essere là e con le norme sulla quarantena non so davvero cosa mi aspetta».

Alberta Pane è una fucina di idee. E l’arte contemporanea te la fa assaggiare come fosse carne e sangue.
La stessa pandemia ha accelerato uno dei suoi cantieri: un catalogo di materiali on-line. No, non l’ennesima esposizione virtuale,

«ma appunti, documenti visivi, salutare prima di tutto per chi fa il gallerista e utile agli altri artisti»,

dice lei, come fosse una cosa normale il fatto di creare un casellario di note “interne” che siano fruibili alla luce del sole. Questa idea dell’arte come documento e come archivio del contemporaneo ha un sapore da favola e da cronaca assieme. Prendete quello che ha approntato per lei la strepitosa argentina Luciana Lamothe durante il suo lockdown australe: un collage di versi, pensieri, immagini di vegetazione e macchine, disegni organici in 3D e ferraglie vere, il tutto crea un sorprendente giacimento su cui soffermarsi e specchiarsi.

E poi c’è Venezia da rimettere in moto, da far riaprire: per il 25 agosto la vecchia falegnameria di Calle dei Guardiani sarà allestita con le opere di Marcos Lutyens. L’artista inglese, di base a Los Angeles, ha fatto delle pratiche e dei registri ipnotici il suo strumento creatore. La Galleria lo celebra con un catalogo che verrà presentato su Zoom (il 29 agosto), con i curatori Stefanie Hessler e Davide Daninos, tutti forzati alla distanza per l’epidemia. La particolarità è che la “conferenza” sarà proiettata in loop sui muri della galleria, come fosse un’opera. Ma è anche un modo innovativo di fare catalogo, rallentando la visita, trasformando la stessa Galleria in uno spazio di riflessione permanente. C’è qualcosa di più contemporaneo laggiù nel contemporaneo?

Galleria Alberta Pane
Calle dei Guardiani
Dorsoduro 2403 H 
Venezia
albertapane.com

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