Regalo di compleanno ritardatario. Un altro pezzo di te! Delta intrinseco”. Stavolta parto da qui, da questa dedica su di un libro a me caro. Intrinseco e pezzo, due parole. Intrinseco, da “intra” e “secus”: “dentro” e “presso”, e “lungo” ogni dove mi scorre, ora placido ora impudente. Spesso, se per diverso tempo, non posso incontrarlo, ne sento il richiamo. Il silenzio, i rumori, gli odori e i colori mi vengono a cercare nel chiuso di una stanza. Rappresenta la libertà che il vivere quotidiano mi nega. Qui mi sento il filo d’erba, l’albero solitario, il sasso levigato, il volo rapido di un uccello. Perdo la mia dimensione senza paura alcuna. Sono altro. Sono il fiume e tutto ciò che tiene in vita. Ma non tutto è sempre così facile. Ahimè, c’è sempre un “ma” nella condizione umana. Sempre il fiume sembra ricordarmi quanto sia difficile, se non impossibile, fermarlo con uno scatto. Rifugge ogni ritratto. Sempre dà una visione parziale, riduttiva del suo essere. Si può aspettarlo su di un argine, da un ponte, infilarsi in un sentiero, navigarlo o attenderlo verso il mare aperto, ma il Po sarà sempre altro. Tecnica, apparecchiatura non possono nulla. Ti ridarà solo e sempre un’infinitesima parte, e tutto il resto scorrerà via. Moltissimi fotografi ci hanno provato nel corso degli anni: hanno provato a trattenerlo. Ma anche mettendo insieme tutte le fotografie, dalle più didascaliche alle più poetiche, la sensazione di un “non colto” appieno è sempre dominante. Anch’io, quando provo a fotografarlo, non riesco che ad afferrarne un “pezzo” – ed ecco la seconda parola: solo uno “squarcio”, un “margine estremo”, un “lembo”. E mi ritrovo con tante piccole schegge e frammenti in mano. Ma ho imparato anche una grande lezione! Sedermi in riva. Lasciare la macchina fotografica. E lasciarmi spogliare: di tutte le mie convinzioni, le mie certezze, le mie vanità, le mie presunzioni e pretese. Lasciarmi rivelare per quello che sono, per quello che siamo. Solo quando ti avrà restituito alla tua piccolezza, anche tu frammento fra i frammenti,  significante così come può esserlo una nuda parola, se e solo se, solo allora, solo quando ti sentirai ridicolo, come solo le grandi passioni sanno farti sentire, quasi puerile, forse – e non certo con il mezzo fotografico, ma con il sentire – si lascerà cogliere e amare, nel silenzio e da lontano.

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