Rovigo ha acceso i riflettori sulla trasformazione urbana. Con RO-REgeneration il capoluogo polesano è diventato per una settimana “capitale della rigenerazione”: il festival, giunto alla sua seconda edizione, ha proposto un fitto calendario di incontri, dibattiti, laboratori, proiezioni, performance ed esperienze sensoriali da lunedì 13 a sabato 18 settembre.

Il focus è rimasto saldamente ancorato alla street art ma quest’anno ha aperto anche a varie contaminazioni come, ad esempio, l’“urbanismo tattico”, pratica sviluppatasi nell’ultimo decennio in Nord America e con la quale la comunità è chiamata ad offrire soluzioni partecipate per migliorare la vivibilità dei quartieri, offrire spunti per i cosiddetti “vuoti urbani” e in generale contribuire al miglioramento della qualità della vita. 

Per l’evento di lancio la scelta della location è caduta sui giardini del Castello, simbolo indiscusso di una città che festeggia proprio in questi giorni i suoi 920 anni di vita ma che, anche con kermesse come questa, intende proiettare con decisione ed energia lo sguardo al futuro. All’ombra di Torre Donà, uno dei siti del festival e tra le più alte d’Italia, presentazione pubblica alla città e proiezione di “Exit through the gift shop“, docufilm del 2010 di Banksy, enigmatico writer britannico conosciuto in tutto il mondo, anche al di fuori del circuito della street art.

RO-REgeneration punta a creare uno spirito nuovo e un approccio diverso anche con l’attenzione ai dettagli: in un momento tanto delicato per il pianeta, le vernici e le pitture in uso agli artisti coinvolti sono del tipo “mangia smog” e a impatto ambientale praticamente zero. Un dato: i prodotti utilizzati, davvero all’avanguardia, ogni 1000 metri quadrati di intervento murario corrispondono alla pulizia dell’aria prodotta da almeno 50 alberi di grande fusto.

Tanti gli eventi che erano in cartello, tutti gratuiti anche se in alcuni casi ad ingresso contingentato vista la situazione sanitaria e il perdurare dell’emergenza Covid: la visita al Conservatorio Venezze, eccellenza riconosciuta a livello nazionale, con presentazione del “Giardino K”, ispirato alla figura di Mozart (la lettera K infatti è l’iniziale del cognome di Ludwig Ritter buon Köchel, botanico e primo a catalogare le opere del genio austriaco nel 1862); Urban Photo Contest, concorso fotografico in collaborazione con Palazzo Roverella dove parte a breve la mostra dedicata a Robert Doisneau, riferimento assoluto della fotografia urbana; RoReRun, camminata non competitiva che tocca i punti cittadini oggetto di intervento di street art; Trekking Sonoro Urbano, corteo che si snoda lungo le vie cittadine attraverso i luoghi del festival accompagnati dalla musica della Venezze Street Band.

In mezzo, come detto, anche urbanismo tattico con realizzazione di un’opera nella centralissima piazza Merlin – oggi vuoto urbano – e incontri quotidiani presso le palestre digitali delle frazioni, laboratori di fotografia e graffiti.

RO-REgeneration è comunque soprattutto (anche se non solo) street art, quindi murales e graffiti. Due gli interventi che l’edizione 2021 consegna alla città: il barese Skolp con gli studenti degli istituti superiori ha realizzato un intervento collaborativo presso l’ex liceo classico Celio, edificio oggetto esso stesso di “rigenerazione”, oggi centro di eccellenza nella formazione digitale e sede dell’Urban Digital Center, mentre il torinese Fabio Petani ha regalato un’opera che omaggia il territorio polesano, in cui elementi naturali dell’ambiente locale (un ramo di arundo donax, pianta che cresce libera negli grandi spazi del Delta del Po) si fondono in un perfetto connubio di stile e colore con il Butylene Glycol, a collegare l’intervento al vicino stabilimento di Adria, primo sito al mondo a produrre bioetanolo direttamente dagli zuccheri.

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