Molte cose ci legano ai libri, a uno in particolare, a tanti in particolare.
Sandro Marchioro, lettore dalle passioni assolute, divoratore di parole sempre gustate intensamente e con amore profondo, ci parla dei libri che rileggerebbe e che, anzi, certamente ha riletto e rileggerà. Perché i mondi scritti entrano dentro di noi sempre in modo diverso e inatteso. Ci fanno scoprire meraviglie lontane e parti di noi, nascoste, reticenti, indicibili, nostre.
Questo viaggio inizia con Cuore di Edmondo De Amicis.
E voi, gentili lettori, cosa rileggereste?
____________

Com’è bello capire in modo semplice chi sono i buoni e chi sono i cattivi. Cuore mi aiutava tanto in questo, insieme a Don Camillo Zatti, il prete del mio paese, che intorno ai dodici anni mi spiegava chiaramente, durante i noiosissimi sabato pomeriggio che passavo nelle aule anguste e dal vago profumo di mensa del patronato, cosa fosse il Bene e cosa fosse il Male. Era contento Don Camillo che stessi leggendo Cuore; lui non lo aveva letto, mi disse, ma un libro che ha un titolo così non può che essere bello, perché “cuore” è la parola magica che ti avvicina a Gesù, mi diceva. Di lì a poco sarei diventato radicalmente ateo e le parole di Don Camillo le avrei dimenticate, salvo recuperarle ora in chiave nostalgica. Non riuscivo a dimenticare invece i personaggi di De Amicis: Franti, Garrone, Nelli, Derossi; e mi trovavo addirittura intimamente in disaccordo con il Gramsci che a vent’anni adoravo: va bene, Cuore sarà anche figlio del paternalismo borghese di De Amicis, ma quanto mi sono commosso con quella benedetta vedetta lombarda, quanto ho ceduto al patetico a dodici anni, e quanto il patetico ha costruito la mia visione della vita, forse anche il mio anarchismo sociale tuttora vivissimo nasce da lì, se ci penso, e forse anche quel patriottismo dolciastro in fondo in fondo l’ho letto giusto, allora, non come contributo al nazionalismo feroce che avrebbe figliato a lungo, sino ai fasci di combattimento, ma come un prodotto di una nazione che aveva bisogno di un popolo che le voleva bene, sennò mica sarebbe nata. Non so se di Cuore si parli ancora alle scuole elementari, alle scuole medie: quel libro è stato visto sempre come pedagogia, ed oggi quella pedagogia è ovviamente superata. Ma quel libro, nonostante l’intento pedagogico, è letteratura: e mi piacerebbe che mio figlio lo leggesse, tra una seduta di Fortnite ed un’altra di Minecraft; mi piacerebbe lo leggesse fuori dagli schemi della scuola, magari commuovendosi pensando ai suoi compagni di allora, così sfortunati, a quel maestro così buono e dolce, a quelle aule sovraffollate e fredde, a quella carogna di Franti, l’archetipo di tutti i bulli; mi piacerebbe si imbevesse un po’ di patetico, tra un videogioco sparatutto e un altro, come ho fatto io tanti anni fa, e come sto rifacendo in questi giorni. Che i libri dei padri ricadano sui figli, ogni tanto.

2 risposte

  1. ” …. mi piacerebbe che mio figlio lo leggesse, tra una seduta di Fortnite ed un’altra di Minecraft; mi piacerebbe lo leggesse fuori dagli schemi della scuola, magari commuovendosi pensando ai suoi compagni di allora, così sfortunati, a quel maestro così buono e dolce, a quelle aule sovraffollate e fredde, a quella carogna di Franti, l’archetipo di tutti i bulli; mi piacerebbe si imbevesse un po’ di patetico, tra un videogioco sparatutto e un altro, come ho fatto io tanti anni fa, e come sto rifacendo in questi giorni. Che i libri dei padri ricadano sui figli, ogni tanto….”
    Sono assolutamente d’accordo!

  2. Cuore avrà dei meriti letterari, ma non dimentichiamoci che è la propaganda didattica della massoneria, pure nei suoi aspetti di omaggio alla monarchia. Franti non è solo il bullo di sempre, ma deriva dalle teorie di Cesare Lombroso allora in voga: c’è chi nasce delinquente per sua natura. Nello stesso periodo e nella stessa Torino, don Bosco raccoglieva dalla strada questi Franti, e molti riusciva a farli ridiventare esseri umani buoni in barba all’esimio scienziato antropologo.
    Se apprezzi Don Camillo e Guareschi puoi vedere in Giovanni Bosco un suo precursore.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *