Rileggere Giovannino Guareschi e trovare, nelle pieghe di parole che arrivano a tutti, la poesia.
Il suo Mondo piccolo ha uno spazio enorme e nelle riflessioni della rilettura Sandro Marchioro ci ricorda quanto è felicemente chiassoso il vibrare della lingua e della letteratura, tutta.
E voi, gentili lettori, cosa rileggereste?…
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Dei milioni di copie vendute da Guareschi (c’è chi dice tra i 20 e i 30) una parte consistente credo siano dovute al traino del successo cinematografico di Peppone e don Camillo, con gli straordinari Gino Cervi e Fernandel. Quelle che ho preso io di sicuro. Non nego che quando uscivo dalla libreria nascondevo Mondo piccolo in mezzo al quotidiano, soprattutto quando uscivo dalle librerie nei pressi della facoltà di lettere: sai che vergogna uscire da un corso di filologia del testo montaliano e farsi beccare con Don Camillo in mano. Ma adesso ho voglia di rileggere Giovannino Guareschi perché una bellissima biografia di Guido Conti uscita qualche anno fa (Giovannino Guareschi, biografia di uno scrittore, Rizzoli Editore) mette le cose a posto e rende giustizia ad un uomo che ha tanto giocato con gli schemi mentali della destra e della sinistra in anni in cui destra e sinistra riempivano di senso la politica italiana. Ho voglia di rileggere Guareschi perché mi ricorda un mondo cancellato: mi aiuta a ricostruire umori e passioni che non ci sono più, che si sono trasformati come sempre succede nello scorrere della storia; ed ho voglia di rileggere di Don Camillo e Peppone perché quello che ha fatto Guareschi è continuare una tradizione ben presente nella cultura italiana di sempre, anche se sempre considerata materia bassa e gretta. Così non è: Guareschi è popolare, quando narra si fa capire da tutti e questo non è negativo neanche per chi considera Gadda immenso e Manganelli insuperabile. Ma la letteratura non è un miniappartamento, è un condominio dove famiglie diverse possono convivere senza intralciarsi. Rileggo Guareschi, infine, perché nella fluidità della sua narrativa, nel divertimento delle sue storie c’è sempre spazio per la poesia, che è nascosta pure negli sbuffi tra uomini diversi e apparentemente incompatibili, che poi quasi sempre si riconoscono simili perché simile è il destino degli esseri umani e ancora più simile la gamma delle emozioni che li vestono.

Una risposta

  1. Guareschi non è popolare perché si fa capire da tutti, impegnativo compito che ogni scrittore onesto e capace dovrebbe avere ben chiaro. Guareschi è semplicemente universale, perché con apparente semplicità ha saputo individuare e descrivere mirabilmente i caratteri fondamentali degli umani, immutabili nel tempo, riuscendo a toccare corde profonde del sentimento senza rinunciare a divertire, scoprendo i lati ironici e paradossali del vivere. Giovannino Guareschi sa farci sorridere e sa farci commuovere, senza dimenticare di indicarci i valori del buon senso, dell’equilibrio, della pietas.

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