MENU

“Scano Boa” chiude “8 mm.”

Si è chiusa con “Scano Boa – violenza sul fiume” di Renato Dall’Ara, girato proprio nella stessa località, la rassegna “8 mm. pellicole di vita quotidiana“, organizzata dal gruppo teatrale “ Il Mosaico“, iniziata il 4 settembre a Rovigo con  “Cornetti alla crema“ di Sergio Martino girato a Rovigo nel 1981. A seguire è stato presentato Il film “Ossessione“ di Luchino Visconti, girato ad Occhiobello nel 1943, quindi “La prima linea“ di Renato De Maria, girato tra Rovigo ed Adria nel 2009; poi “Il grido”  di Michelangelo Antonioni, girato a Stienta; “Paisà“ di Roberto Rossellini, girato a Porto Tolle; “La casa delle finestre che ridono“ di Pupi Avati, girato a Scardovari nel 1976, e “La vacanza“ di Tinto Brass, girato a Porto Viro nel 1971.
La proiezione degli 8 film – o di parte di essi – negli stessi luoghi in cui sono stati realizzati, seguita da otto spettacoli di teatro classico e contemporaneo, ci ha parlato del legame tra cinema e vita quotidiana, con i suoi drammi e le sue azioni ripetitive. Per chiudere la rassegna  “8 mm.“ domenica 11 settembre sono stati invitati a Scano Boa quattro giovani artisti under 35, provenienti dalle Accademie di Belle Arti di Bologna e Venezia, per rappresentare con una “Land Art“, cioè ogni opera dell’uomo intenta all’interazione con lo spazio naturale,  la loro visione del film di Renato Dall’Ara.
Questo Symposium di Scultura è stato ideato dal Centro di Cultura  “La Medusa“ di Este; i quattro giovani artisti coinvolti hanno prodotto delle opere temporanee agendo sul territorio e modificandolo, utilizzando esclusivamente materiali reperiti in loco, in modo che col passare del tempo i manufatti, deteriorandosi, possano rilasciare alla natura gli stessi  materiali utilizzati nella creazione dei loro lavori.
Cristian Valdinoci, Irene Targa, Lucia Marchesin e Nicola Bizzarri hanno saputo ben rappresentare le fantasie ancestrali e le paure recondite ben radicate nella comunità dei pescatori del Po, ostili al ritorno di Clara e del padre, accusati del mancato arrivo degli storioni, il prelibato pesce sulla cui cattura poggiavano le speranze di tutti. Il film “Scano Boa” parla di violenza, del figlio dello stupro nato in barca proprio durante il funerale del nonno annegato nel fiume Po. Nell’immaginario collettivo la superstizione alimenta storie e credenze, condizionando popoli e religioni, facendo nascere false credenze ed ideologie. Questa land art ha saputo dare un giusto equilibrio a queste fantasie e leggende, riportandoci ad un adeguato equilibrio con la natura e con gli elementi, valorizzando quanto il mare ci restituisce e la terra conserva.
symposium-scano-boa-2 symposium-scano-boa-5 symposium-scano-boa-8 symposium-scano-boa-10

Foto di Franco Rubini dell’Associazione Medusa di Este

2 Responses to “Scano Boa” chiude “8 mm.”

  1. aurelio tiozzo ha detto:

    Cerco di acquistare una copia dvd del film SCANO BOA – la violenza sul fiume. Regista Renato Dall’Ara.
    É possibile?
    Grazie.
    Aurelio Tiozzo

    • Redazione Redazione ha detto:

      Non saprei. Su e-bay è introvabile, proverò a informarmi in giro per capire dove sia disponibile in qualche formato.
      Francesco

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *