Che cosa hanno in comune Diego Valeri e Manara Valgimigli?
Questa è la piccola storia di un libro, di un’amicizia e di un cambio di identità.
E della risposta alla domanda di cui sopra.

Il libro

Il libro si chiama Vecchio cinema italiano ed è stato scritto da Eugenio Ferdinando Palmieri, mai troppo ricordato critico, giornalista e scrittore che ha animato la vita culturale di Rovigo e del Polesine nel corso dei primi decenni del Novecento.
Pubblicato nel 1940 dall’editore Zanetti di Venezia, Vecchio cinema italiano ha poi subito la sorte di molti libri (e scrittori) dimenticati dal pubblico e dagli addetti ai lavori.
Magari da qualche addetto ai lavori no, visto che Palmieri si lamentava, nelle sue serate rodigine trascorse insieme a G.A. Cibotto e a Livio Rizzi, che il suo testo aveva ormai il triste primato di essere fra i più saccheggiati e i meno citati. 

Eugenio Ferdinando Palmieri

L’amicizia

Per questo motivo G.A. Cibotto si prodiga in numerosi tentativi di ripubblicare il testo dell’amico, ma senza riuscire a regalargli questa gioia.
Solo molti anni dopo la morte di Palmieri, purtroppo, Neri Pozza ristamperà il testo, nel 1994, e Cibotto ne scriverà la prefazione. 
Prefazione che ritroviamo, a guisa di breve racconto, nella raccolta I giorni della Merla che sempre l’editore vicentino pubblica nel 2000: autore, naturalmente, Toni Cibotto.

Il cambio d’identità

Ora le due versioni del testo sono pressoché identiche, come è ovvio che sia.
Identiche tranne che in un punto, laddove alla fine del testo Cibotto ringrazia il cielo per averlo ripagato dei suoi sforzi.
Leggiamo nella prefazione al libro di Palmieri: 

Stavolta gli Dei, che il mio maestro Manara Valgimigli chiamava in causa alla maniera dei greci antichi, sono stati propizi, per cui Vecchio cinema italiano si accinge finalmente a circolare, dopo più di mezzo secolo, nelle librerie.

Leggiamo invece da I giorni della merla:

Stavolta gli Dei, che il mio vecchio amico Diego Valeri chiamava in causa alla maniera dei greci antichi, sono stati propizi, per cui Vecchio cinema italiano si accinge finalmente a circolare, dopo più di mezzo secolo, nelle librerie.

Diego Valeri è stato insigne poeta e saggista, nato a Piove di Sacco; Manara Valgimigli, romagnolo di origine, scrittore, accademico e filologo.
Come sia potuto accadere che la penna del nostro amato Toni sia riuscita nell’intento di trasformare l’uno nell’altro rimarrà per sempre un piccolo mistero.

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