La Casa-Museo Villa Bassi ad di Abano Terme, dedica alla fotografa Eve Arnold un’ampia retrospettiva, interamente centrata sui suoi celebri ed originali ritratti femminili. Quella proposta in Villa Bassi, dal Comune di Abano Terme – Assessorato alla cultura, da Suasez e da Magnum Photos, con la curatela di Marco Minuz, è la prima retrospettiva italiana dedicata alla grande fotografa statunitense.

Chi è Eve Arnold

Eve Arnold, nata Cohen, figlia di un rabbino emigrato dalla Russia in America, contende ad Inge Morath, di cui abbiamo visto le opere nella mostra a Treviso alla Casa dei Carraresi, sempre a cura di Marco Minuz, il primato di prima fotografa donna ad essere entrata a far parte della Magnum. Furono infatti loro due le prime fotografe ad essere ammesse a pieno titolo nell’agenzia parigina fondata da Robert Capa nel 1947. Un’agenzia prima di loro, riservata solo ai grandi fotografi uomini come Henri Cartier – Bresson o Werner Bischof.

Nel 1951 Henri Cartier–Bresson chiamò Eve Arnold in Magnum, colpito dagli scatti newyorkesi della fotografa: erano le immagini di sfilate nel quartiere afroamericano di Harlem, a New York; quelle stesse immagini, rifiutate in America per essere troppo “scandalose”, vennero pubblicate dalla rivista inglese Picture Post.

Nel 1952 Eve Arnold si trasferisce con la famiglia a Long Island, dove realizza uno dei reportage più toccanti della sua carriera: “A baby’s first five minutes”, raccontando i primi cinque minuti di vita dei piccoli nati al Mother Hospital di Port Jefferson; era stata lei stessa povera ed ha voluto documentare la povertà, avendo perso un figlio era ossessionata dal parto, inoltre era interessata alla politica e voleva sapere come influenzava le vite delle donne.

Nel 1956 si reca con un’amica psicologa ad Haiti per documentare i segreti delle pratiche Voodoo.

Chiamata a sostituire il fotografo Ernst Haas per un reportage su Marlene Dietrich, inizia la frequentazione con le celebrities di Hollywood e con lo star system americano.

Eve Arnold e Marilyn Monroe

Nel 1950 l’incontro con Marilyn Monroe, inizio di un profondo sodalizio che fu interrotto solo dalla morte dell’attrice. Per il suo obiettivo Joan Crawford svela i segreti della sua magica bellezza. Nel 1960 documenta le riprese del celebre film “The Misfits” (Gli spostati), con gli attori Marilyn Monroe, Clark Gable e Montgomery Clift, John Houston alla regia, e alla sceneggiatura Arthur Miller, allora marito di Marilyn ed in seguito, dopo il divorzio, marito proprio di Inge Morath, che sicuramente Eve Anold ha incontrato in Magnum; ci sono testimonianze che si erano conosciute, come dimostra una mostra con le loro foto, tenutasi  in Giappone tempo fa.

La Morath è uno dei nove fotografi a documentare la realizzazione della pellicola, l’ultimo film completato dalla diva, che arrivava sempre in ritardo sul set, sempre accompagnata dal suo astrologo; tutti gli scatti realizzati dalla fotografa saranno pubblicati nel fotolibro “An Appreciation” del 1987.

Nell’arco di dieci anni ed in sei diverse occasioni, Eve farà per Marylin un centinaio di ritratti molto diversi tra loro, per tono ed atmosfera, riuscendo a cogliere così le diverse anime dell’attrice americana.

Le donne di Eve Arnold

Trasferitasi a Londra nel 1962, Eve Arnold continua a lavorare con e per le stelle del cinema, ma si dedica anche ai reportage di viaggio in molti Paesi del Medio ed Estremo Oriente tra cui Afghanistan, Cina e Mongolia.

Fra il 1969 e il 1971 realizza il progetto “Dietro al velo”, che diventa anche un documentario, testimonianza della condizione della donna in Medio Oriente.

Che si tratti delle donne afroamericane del ghetto di Harlem, dell’iconica Marilyn Monroe, di Marlene Dietrich o delle donne nell’Afghanistan del 1969, poco cambia. L’intensità e la potenza espressiva degli scatti di Eve Arnold raggiungono sempre livelli di straordinarietà. La fotografa americana ha sempre messo la sua sensibilità femminile al servizio di un mestiere troppo a lungo precluso alle donne e al quale ha saputo dare un valore aggiunto del tutto personale.

Nessuno è ordinario o straordinario

«Paradossalmente penso che il fotografo debba essere un dilettante nel cuore, qualcuno che ama il mestiere. Deve avere una costituzione sana, uno stomaco forte, una volontà distinta, riflessi pronti e un senso di avventura. Ed essere pronto a correre dei rischi». Così Eve Arnold definisce la figura del fotografo. Benché il suo lavoro sia testimonianza di una lotta per uscire dalla definizione limitante di “fotografa donna”, la sua fortuna fu proprio quella capacità di farsi interprete della femminilità, come “donna fra le donne”.

La Arnorld disse: “Mi sono trovata nella condizione privilegiata di fotografare qualcuno che, in un primo momento pensavo avesse un dono per l’obiettivo, ma che si è poi rivelato un vero e proprio talento; ai miei occhi nessuno è ordinario o straordinario, vedo semplicemente persone davanti al mio obiettivo”.

Questa donna morta a 99 anni è stata una fotografa nel mondo delle donne, provata dalla vita, subendo la forte discriminazione di essere ebrea, dell’essere donna in un mondo prettamente maschile, in un mestiere al maschile, spinta continuamente a conoscere nuove realtà, poiché la curiosità era il suo motore, la curiosità della vita, che la portò a pubblicare 16 libri fotografici, a conoscere i grandi del mondo, insignita di importanti onorificenze, ma lei preferiva la gente comune, per cui decise di donare  all’Università di Yale, come ultimo atto di altruismo, il suo enorme archivio fotografico per i giovani studenti di fotografia.

“Sono una donna e volevo conoscere le donne”.

La mostra di Abano Terme

La mostra è ben inserita negli spazi affrescati della villa, nella chiesetta e di fianco alle opere pittoriche rinascimentali, seicentesche fino all’800, esposte nelle sale, in un mix di colori ed atmosfere che ben si legano, offrendo una proposta artistica ed estetica molto interessante, in una cittadina visitata anche da tanti turisti stranieri per le cure termali.

L’esposizione “Tutto sulle donne” è visitabile fino all’8 dicembre 2019 a Villa Bassi in via Appia Monterosso, 52 ad Abano il giovedì, venerdì, sabato e domenica pomeriggio dalle ore 16 alle 19 e la domenica mattina dalle ore 10 alle 12.30, con un unico biglietto di ingresso al Museo e alla Mostra (non si possono dividere le due cose perché la mostra si sviluppa anche all’interno del Museo oltre che nell’ipogeo), al costo di €11,00 intero e  €8,00 ridotto.

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