Inaugura Aida in forma di concerto, il 19 giugno

Una nuova narrazione che vuole idealmente abbracciare tutta la bellezza italiana grazie alle eccellenze museali, espositive, artistiche e culturali di tutto il Paese: è questa la proposta di Fondazione Arena per la stagione 2021, che rilegge in maniera tecnologica gli imponenti spazi dell’anfiteatro.
Ogni titolo del calendario avrà la sua matrice d’ispirazione in una o più eccellenze espositive del patrimonio italiano e della Città del Vaticano: Biblioteca Apostolica Vaticana e Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi collaboreranno a ricreare cultura e tradizione popolare siciliana in Cavalleria rusticana mentre per Pagliacci si avranno suggestioni felliniane in collaborazione con il Museo del Cinema di Torino e il Fellini Museum che il Comune di Rimini inaugurerà a breve.
Per Aida le straordinarie collezioni del Museo Egizio di Torino fungeranno da elemento caratterizzante nella dialettica tra le pietre romane dell’Arena e l’iconografia egizia.
In Nabucco grazie al Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah di Ferrara ci sarà un excursus sulla storia dell’ebraismo italiano dalle origini agli anni Quaranta.
In Turandot nascerà un dialogo con il Museo d’Arte Cinese ed Etnografico di Parma, luogo di incontro, ricerca ed apertura a culture tradizionali e remote.
La traviata avrà al centro un percorso di studio sulla figura femminile in tutte le sue declinazioni grazie alla ricca collezione delle Gallerie degli Uffizi di Firenze.
Il Requiem di Verdi beneficerà degli spunti di riflessione e memoria del monumentale patrimonio del Parco Archeologico di Paestum e Velia e del Parco Archeologico di Pompei.
Nella IX Sinfonia di Beethovenil perfetto “abbraccio alle moltitudini” citato nell’Ode alla gioia di Schiller sarà idealizzato in un percorso curato dalla Fondazione Alinari per la Fotografia, focalizzato sull’iconografia delle piazze, simbolico luogo d’incontro universale, come universale è la sinfonia e il suo messaggio extramusicaledi gioia e speranza.

Il ricco cartellone offre appuntamenti da non perdere: dal debutto con l’opera del pluripremiato regista Gabriele Muccino con Cavalleria rusticana e Pagliacci, al ritorno sul palcoscenico areniano di Katia Ricciarelli nell’inedito ruolo di Mamma Lucia, alle grandi coppie d’arte e di vita come Anna Netrebko e Yusif Eyvazov, che dopo la straordinaria esperienza nel 2019 tornano insieme per tre imperdibili recite di Turandot, oltre a Roberto Alagna e Aleksandra Kurzak in una rarissima esibizione in entrambi i ruoli di Cavalleria rusticana e Pagliacci. Vanno poi ricordati l’attesissimo debutto areniano di Jonas Kaufmann e i graditi ritorni di Plácido Domingo e Roberto Bolle.
Oltre a questi appuntamenti, già in cartellone per il 2020 e riprogrammati nel 2021, Fondazione Arena ha aggiunto, in occasione del 150° anniversario dalla prima rappresentazione al Cairo nel 1871, un’inaugurazione straordinaria con Aida in forma di concerto, che si preannuncia un evento davvero unico grazie alla presenza di Riccardo Muti, ambasciatore della cultura italiana nel mondo. Il cast delle due serate (19 e 22 giugno) comprenderà il soprano Sonya Yoncheva per la prima volta Aida, Francesco Meli come Radamès, l’Amonasro di Luca Salsi e Anita Rachvelishvili nel ruolo di Amneris.
Altro omaggio a Giuseppe Verdi, nel 120° anniversario dalla morte, è la sua Messa di Requiem diretta da Speranza Scappucci al suo debutto in Arena.

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