Se dovessi definire in modo sintetico i governi degli ultimi anni userei l’aggettivo “lassativi”, perché è l’unico attributo che esprime la ribellione e l’insieme di fastidio, disprezzo, scoramento, rabbia e disgusto che provo. Manca poco ad Agosto e come in una soap televisiva a basso costo ci troviamo a fare i conti con i problemi dell’eterno copione che si ripete: l’emergenza idrica, il cono salino (sembra un gelato per chi suda troppo…), il plantigrado ribelle del Trentino emulo della sfortunata Daniza, le ondate di migranti e le autostrade in tilt. Si tratta di problemi ampiamente previsti e prevedibili che con ogni probabilità si potrebbero limitare e forse, con una programmazione seria, eliminare nel giro di qualche anno.

Un paese dove non si investe in salvaguardia del territorio, al posto dei Canadair si comprano aerei da guerra e si offre a migliaia di persone lo spegnimento degli incendi boschivi quale palliativo alla disoccupazione è scientificamente condannato a bruciare. Per non parlare del business immobiliare e della riqualificazione delle aree incendiate.

In Trentino si trema (trentatré trentini tremano…) per la sorte degli idioti che vanno a infastidire gli orsi: si rischia il flop della sagra del canederlo, i turisti non verrebbero più, già si immaginano il bracciante lucano e la casalinga di Voghera nelle fauci delle belve feroci. Peccato che ne uccidano di più le vespe o i cani, basterebbero qualche informazione ed una serie di norme che stabiliscano le regole di comportamento da tenere nelle zone dove si possono incontrare gli orsi. Tralasciando il fatto che la fauna selvatica è essa stessa una straordinaria attrattiva, ci sono parchi come Yellowstone e Yosemite visitati da decine di migliaia di turisti che sperano di poter vedere gli orsi in libertà, e parliamo di grizzly.

Manca l’acqua, certo, ma nessuno d’inverno si muove per porre limiti alla dissennata agricoltura industriale ed agli allevamenti intensivi che divorano quantità spaventose della preziosa risorsa, nessuno penalizza le municipalizzate che sprecano il 50% o più dell’acqua erogata, nessuno pensa a iniziare un piano nazionale per il riassetto dei bacini di approvvigionamento idrico. Volete una chicca? Nessuno vi dice che, con l’abbassamento dei bacini e dei fiumi aumenta in modo vertiginoso la percentuale degli inquinanti. Fognature e scarichi industriali sono diluiti in meno di un terzo dell’acqua normalmente presente. Già sapete delle balle criminali che sindaci, assessori, presidenti di consorzi di bonifica, presidenti di regione e ASL ci fanno ingoiare. Sapete anche dei risultati terrificanti delle analisi del sangue sui bambini di grandi aree del veneto, immaginate quanto veleno c’è oggi in un bicchiere di acqua potabile captata dal Po ridotto a un fiumiciattolo. Ma nessuno lo dice, perché significherebbe scoperchiare il vaso di Pandora, evidenziare le responsabilità e le connivenze di qualche migliaio di amministratori pubblici. Gli Ospedali di Padova e Vicenza offrono una sorta di “emotagliando” ai giovani del vicentino con il sangue avvelenato da percentuali altissime di PFAS, in pratica sono 6 cicli di lavaggio a distanza di 15 gg uno dall’altro. Sono felice che venga loro data questa opportunità per sopravvivere, ma mi chiedo come mai non ci sia nessun indagato: eppure sappiamo bene chi ha inquinato e chi ha coperto questa tragedia. Ci vorrebbe una sorta di processo di Norimberga. Dell’emigrazione non serve neppure parlare, abbiamo quotidianamente sotto gli occhi questa tragedia senza soluzione. C’è di buono che il grande Macron ora ci consente di pattugliare con la marina militare le acque antistanti la Libia (paghiamo noi i costi), in cambio rivuole indietro i cantieri della Loira e l’Eni progressivamente fuori dalla Libia. Meno male che i fratelli transalpini, i cari francesi, quelli di cui migliaia di cretini esponevano la bandiera dopo l’attentato di Parigi, quelli della Legione Straniera, dell’Algeria ecc. ecc. non hanno votato Le Pen, abbiamo tirato tutti un sospiro di sollievo: vuoi mettere Macron?

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