Sulla vicenda della commissione parlamentare che avrebbe dovuto indagare sulle banche si è detto molto, ma il dibattito è stato fortemente condizionato dal Minculpop renziano (la poco gioiosa macchina da guerra guidata da Orfini). Il giglio magico non è riuscito a tacitare il dibattito, ma lo ha graziosamente indirizzato su binari a lui graditi, grazie anche allo stuolo di giornalisti schienadritta su cui può contare. Ma ci sono alcuni fatti, come tali incontrovertibili, che dovrebbero far riflettere gli intellettualmente normodotati. Attendiamo l’esito finale di questa farsa, ma sappiamo già che non ci saranno colpevoli: le banche hanno bruciato i risparmi per autocombustione. E’ sostanzialmente una forma alternativa di prescrizione, o di finanziamento ai partiti, chiamatelo come preferite.

A dirigere questa commissione, la cui inutilità era annunciata (benché essa si sia nei fatti rivelata molto utile a chi di colpe ne avrebbe), è stato scelto Pierferdinando Casini, l’imbarazzante democristiano dal (secondo) matrimonio ingombrante (la moglie fa Caltagirone, vi dice nulla?), l’uomo dalla doppia morale che quando venne eletto a presidente della camera nel Gennaio 2001 invocò pubblicamente l’aiuto della Madonna di San Luca “confidando nel suo aiuto per svolgere con serena imparzialità e rigore il mio mandato” (citazione testuale). Un’affermazione che suscitò la reazione di tutta la sinistra (16 anni fa la sinistra esisteva) che non accettava una simile affermazione da parte della terza carica di uno stato laico.  Il figlio della Madonna, tale Gesù, scacciò i mercanti dal tempio, Pierferdinando nonostante i buoni propositi, ha preferito di no. Forse la Madonna si è stancata di aiutarlo. E ora, dopo aver fedelmente candeggiato i tutt’altro che incensurabili vizi dei banchieri di sinistra e non, l’inossidabile viene premiato da Renzi con una candidatura nelle lista PD a Bologna. L’Italia cambia verso.

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