Poche cose sono affascinanti come il socialismo. L’idea di costruire una società migliore eliminando le sperequazioni, le discriminazioni, garantendo lavoro e dignità per tutti è una seduzione cui gli esseri umani culturalmente e psicologicamente maturi non possono resistere. Nel capitalismo conservatore, nell’individualismo egoista c’è, non si può negare, un lineamento infantile, una traccia di sviluppo incompiuto, di esperienze negative che hanno tarpato le ali alla speranza ed alla capacità di immaginare il progresso. Così riesce difficile capire come, oggi, accadano cose che ribaltano tutto quello su cui la sinistra aveva costruito la sua essenza e sviluppato il suo progetto politico. Posso immaginare che Luciano Lama e Gianni Agnelli si rispettassero, ma non avrebbero certo votato lo stesso partito e neppure avrebbero diviso lo stesso banco del parlamento. Braccianti e operai, a ragione o a torto, vedevano in Togliatti il faro che li avrebbe portati verso un avvenire migliore. I contadini votavano De Gasperi, era stato lui nel ’48 a istituire la Cassa per la proprietà Contadina. Il PD si autodefinisce partito progressista e di sinistra, ma al suo interno militano personaggi come De Benedetti che non ebbe scrupoli a rinviare la bonifica dell’amianto sottoponendo i suoi dipendenti a rischi terribili, o ancora Renato Soru che fece soldi facili con Tiscali, comprò l’Unità, venne eletto presidente della regione Sardegna senza risolvere i conflitti di interesse e poi, si scopre, è un evasore incallito. C’è qualcosa che non va. Nel PD comanda una razza padrona, una generazione nuova la cui prospettiva è completamente diversa da quella perseguita, per esempio, da Matteotti. Il punto non è realizzare una società più giusta e cercare il potere per realizzarlo: è semplicemente raggiungere il potere, la società non si cambia, va bene com’è. Non si spiega altrimenti il fenomeno delle Coop Rosse che agiscono con metodi mafiosi, non c’è altra spiegazione per il dilagare della corruzione tra gli amministratori ed i parlamentari del PD, per i patti con Berlusconi, con Verdini, con Alfano. Cosa c’è di socialista nell’acquisto degli F35 finanziato con i tagli alla sanità? Cosa c’è di sinistra nel salvare le banche ladre perché ci mangiano i padri dei ministri e perché concedono mutui allegri ai finanziatori delle campagne elettorali di Renzi? E cosa c’è di sinistra nel candidare a sindaco di Adria l’Avvocato Zambon, persona rispettabile ma che ha storia personale, provenienza famigliare, attività liberoprofessionale e tenore di vita che tutto sono tranne che di sinistra? Forse l’ombra ingombrante dell’ex sindaco Spinello intendeva essere l’unica cosa vagamente di sinistra, ma in fondo anche Richelieu e suoi epigoni faticano ad essere credibili nonostante indossino a bella posta il berretto frigio dei sanculotti.

 

 

 

 

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