Apre i battenti oggi sabato 3 ottobre 2020 al Censer di Rovigo il Festival di arti e sguardi sul presente Tensioni – Geografia delle relazioni organizzato da La Fabbrica dello zucchero. Non un taglio del nastro, ma una tavola rotonda su “L’arte cura l’anima”, sarà il primo atto del festival: alle 10 in sala Rigolin, con la partecipazione dell’assessore alla Cultura di Rovigo Roberto Tovo, che concede il patrocinio alla manifestazione, ed alcuni degli artisti protagonisti di questa seconda edizione.

L’evento clou della giornata da tutti atteso, è però quello delle ore 21.30, in sala Bisaglia: in prima assoluta per il Polesine lo straordinario concerto dal vivo di Teho Teardo, con chitarra e live electronics, accompagnato sul palco dal violino di Elena De Stabile e dalla viola di Ambra Chiara Michelangeli. Ingresso con biglietto e posto prenotabile a La Fabbrica dello zucchero.

In scaletta alcuni dei brani più rappresentativi della produzione di questo musicista, compositore e sound designer di origini friulane. Teho (al secolo Mauro) Teardo è uno dei più originali ed eclettici artisti nel panorama musicale europeo; esploratore sonoro curioso e sempre attento agli stimoli che vengono da altre forme artistiche, si dedica all’attività concertistica e discografica pubblicando diversi album che indagano il rapporto tra musica elettronica e strumenti tradizionali. Sperimentatore di suoni elettronici, distorsioni effettistiche e rock d’avanguardia, ha collaborato con una schiera di musicisti nazionali ed internazionali, oltre che ad essere ricordato per le numerose colonne sonore per il cinema e la televisione, che gli sono valse un David di Donatello, il Nastro d’Argento, il Ciak d’Oro ed il Premio Ennio Morricone.

Attualmente, è impegnato al fianco del drammaturgo irlandese Enda Walsh (noto per aver scritto “Lazarus” con David Bowie ed il film “Hunger” di Steve Mc Queen), nella scrittura delle musiche per il suo nuovo spettacolo, Medicine.

A marzo 2020, Teho Teardo ha pubblicato l’album Ellipses dans l’harmonie, interamente ispirato alla musica contenuta nelle pagine dell’Encyclopédie di Diderot e D’Alembert, la cui copia originale è custodita nell’archivio della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, che ha prodotto e commissionato l’album.

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