Teatro Balzan, Badia Polesine

Federica Panziera porta i lettori alla scoperta dei Teatri del Polesine. Una miriade di edifici sparsi nel territorio, luoghi maestosi e densi di storia che disegnano una mappa dettagliata immersa nel tempo.
Su REM 25 l’articolo “Vissi d’arte… vissi d’amore. Una rievocazione storico-artistica dei più celebri Teatri del Polesine” ci aiuta a conoscere edifici celebri e a scovare la memoria di tracce perdute. Un lungo viaggio tra architettura, opere, autori, celebri cantanti, che hanno fatto splendere i palcoscenici, il bel canto e non solo. Da pagina 43 a pagina 47.

“Solo i ceti aristocratici e borghesi potevano assistere a spettacoli teatrali e musicali di ottimo livello, poiché si trattava di eventi che rispetto alla massa di lavoratori industriali e rurali rimanevano strettamente di élite. Fu il capoluogo rodigino il primo fra tutti ad avere il proprio Teatro Sociale, nel luogo dove un tempo sorgevano l’antico convento e la chiesetta di Santa Maria dei Battisti, con la facciata sulla nuova piazza. L’edificio fu progettato a partire dal 1817 dall’architetto rodigino Sante Baseggio e fatto costruire con il contributo di privati cittadini (da cui deriva l’attributo “sociale”) amanti del bel canto.
[…] Al di là dell’aspetto legato all’arte architettonica e pittorica, i teatri polesani vanno ricordati principalmente per il bel canto che in essi veniva celebrato: numerosi cantanti d’opera hanno calcato le scene con importanti debutti, per divenire poi assoluti protagonisti della scena musicale. Autentiche figure leggendarie, per le quali il pubblico si esaltava con atteggiamenti deliranti. Il tenore Beniamino Gigli debuttò nell’ottobre del 1914 nella “Gioconda” di Amilcare Ponchielli”.

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