La prima rubrica della rivista REM è il “Taccuino futile” di Natalino Balasso. In una pagina l’attore intrattiene i lettori con pensieri, reminiscenze, considerazioni dolci e puntute.
Nel numero 26 racconta di “Discussioni teatrali”.

Sono ricordi d’infanzia, in quelli che dovevano essere i primi cimenti con il palcoscenico.
Era una recita parrocchiale, laggiù, nell’ultimo scampolo di anni Sessanta, quando Natalino Balasso si è ritrovato a maneggiare una questione senz’altro basilare: il senso o meno del teatro di regia.
Una cosa è certa: molti pensieri, che già a quel tempo facevano capolino durante prove amatoriali, sono diventati il centro di una riflessione sul teatro che oggi, Balasso attore, affronta squisitamente.
I lettori la potranno saggiare nell’intervista che un po’ di pagine più in là REM 26 gli dedica.

Intanto, ecco un assaggio del dilemma, nel “Taccuino futile” a pagina 7:

Non ho mai avuto la disciplina dell’attore che aderisce acriticamente alla visione del regista e in qualche modo avvertivo in quel finire degli anni ‘60 l’avanzata, in alcuni casi deleteria, del teatro di regia. Il problema era questo: secondo la visione registica di don Vittorino, il mio personaggio avrebbe dovuto portare un paio di occhiali neri. Io avevo allora un approccio molto filologico alle rappresentazioni storiche, forse era una visione banalmente classicista, ma nella mia breve esperienza di bambino di quinta elementare, percepivo che all’epoca di Cristo non era possibile che qualcuno portasse degli occhiali da sole.

Per tutto il resto i lettori possono sfogliare le pagine della rivista, una dopo l’altra, con il piacere dei polpastrelli, ascoltando il fruscio della carta e delle parole.
Continueremo a scartabellare e a regalare spicchi di pensieri su Remweb, per scoprire le rubriche e gli approfondimenti di REM 26.

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