Lo show di Francesca Reggiani “Doc donne di origine controllata”, andato in scena il 6 agosto al Giardino dell’Abate di Badia Polesine, ha fatto il pienone per un’altra serata top di Tra ville e giardini XX, per l’ironia pungente, la comicità spietata, l’analisi tagliente della società contemporanea, così “frastornata” tra attaccamenti alla poltrona, passione per i centri commerciali e deriva culinaria della televisione.

Il titolo lascia perplessi, perché ti aspetteresti l’ennesima crociata femminile per le pari opportunità, invece Francesca Reggiani, con i suoi collaboratori Valter Lupo e Gianluca Giuliarelli, mette in risalto le sincopate contraddizioni dell’Italia di oggi, dalla politica all’economia, ai difetti sociali. Si parte con le statistiche, che dicono che “un italiano su 4 è a rischio povertà, ma uno su mille ce la fa, la grotta del presepe è la seconda casa” e le frecciate al governo “ne abbiamo uno da un anno!”, l’attaccamento alla poltrona dei politici non contagi pure gli spettatori che son pregati di lasciare la sala e la sedia al termine dello spettacolo. Contributi video e sonori, con brillanti interpretazioni della stessa Reggiani, spiegano e dettagliano la situazione. “Siamo nel cambiamento fino al collo. Niente è come prima. Ve lo ricordate quando giravano quei cosi… come si chiamano… i soldi sì!”. L’accento romanesco attira subito simpatie supplementari e il pubblico ride, ora a denti stretti, ora apertamente, dei propri difetti. Anche sui discount, dove si va per risparmiare e si compra il “detersivo Grigetto” perché le macchie non vanno via ma si confondono, e i “biscotti Briciole”, unico biscotto interamente riciclato. Dalle passioni dei centri commerciali, tipo Ikea “dove il romano medio ha l’impressione di passare una giornata all’estero”; alla deriva dei programmi televisivi, dove impazzano solo programmi di cucina. “Se non hai almeno una radice di zenzero in casa sei un poveraccio!”. “Ma come avremo fatto noi italiani ad evolverci senza la curcuma?”.

Se vuoi avere successo devi saper cucinare, imparando dalle star gastronomiche, gli chef Carlo Cracco, Alessandro Borghese ed Antonino Cannavacciuolo, nel loro programmi nei diversi canali televisivi.

Il secondo argomento televisivo di successo è il delitto, la cronaca noir e le sparizioni, che non possono mancare all’italiano medio, come indica il successo di programmi come “Chi l’ha visto?”. Una spumeggiante parodia di Federica Sciarelli sulla sparizione della “Signora Sinistra” lascia il segno, perché il PD si perde benissimo pur andando d’accordo.

Poi Francesca Reggiani parla della donna “altissima, finissima, magrissima” cui hanno messo una taglia, la 42, che deve “pesare poco, posare molto, pensare meno” e che, soprattutto, “non può invecchiare”. Dai 20 anni in su entra nel vortice della “estrema unzione generale” con creme e liposuzioni già a trent’anni, con sepoltura differenziata per le plastiche corporee.

La donna è condannata a farsi sette/otto feste da single a sera, per trovare uno straccio d’uomo, e quando ne ha uno, minimamente dignitoso “sta! come al Sette e mezzo! Ma chi te lo fa fare di chiedere carta?”

La vecchiaia è malvista per una donna, in quanto il passare del tempo è sempre meno pari per lei, mentre nell’uomo la stronzaggine fa carattere, invece una donna ha una data di nascita ed una di scadenza, deve fare la velina, vallettona fino alla tomba.

Esilarante la parodia “donna italica contro donna dell’est, ceppo slavo. E quando cala la… slavina… son dolori!”. Il tempo che passa, il corpo che si sforma, non è improntato alle pari opportunità, perché l’uomo con gli anni diventa interessante, mentre la donna diventa “interessanda, gerundio” e non può competere con le badanti vichinghe, pronte a scoprirsi sempre di più per accaparrarsi il vecchietto sprovveduto, ma arrapato.

Il Reggiani-pensiero sulla condizione femminile non poteva apparire più lucido e trasparente, ma l’attrice riesce a veicolarlo attraverso questo fuoco di fila di battute e assiomi che lì per lì, nel divertimento dell’assurdo, ti fanno sorridere anche ridere, invece nascondono purtroppo riflessioni più profonde ed amare.

La donna è calpestata, oppressa, usata dall’uomo che qui ne esce distrutto, maciullato, senza alcuna speranza. Una grande prova d’attrice, non taglia 42, vestita sobriamente con maglietta e pantaloni morbidi blu ed un cardigan verde scuro, non certo un pigiama palazzo da sera e sandali con la zeppa Melluso, che da sola tiene il palco per quasi due ore davanti ad un pubblico attento che si riconosce nelle situazioni narrate, tipo la signora anziana che gioca a burraco per dimenticare l’abbandono del marito scappato con una giovane, che poi si riprende in casa anni dopo come se niente fosse, o gli acquisti fatti all’Ikea e nei discount, convinti che sia la panacea del portafoglio e del frigorifero.

Che dire… uno spettacolo riuscito per i testi e la versatilità della recitazione.

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