Metti un sabato a Rovigo, nella cornice affascinante delle sale Milani al Chiostro degli Eremitani, accompagnata da una splendida artista, che per l’occasione si veste anche da curatrice e guida. Miranda Greggio mi ha stupito ogni volta che ha deciso di portare fuori dal suo studio le sue opere. I suoi monili gioielli studiati su misura hanno da sempre toccato la mia femminilità, ma questa volta mi sono sentita trasportata in installazioni, stanze e temi da “alta moda” dell’arte. E’ un Trialogo, il neologismo che dà il nome alla mostra e il senso a questo percorso. Tre artisti Miranda Greggio, Paolo Sartori (designer e artista del tappeto) e Mario Ferrarese (pittore strappato al mondo dell’economia).

Tre artisti di tre generazioni diverse, tre vite quotidiane agli antipodi ma che indagano ognuno con i propri strumenti i medesimi temi in modo autonomo e indipendente. Quando Miranda scopre l’opera degli altri due si entusiasma, allaccia le spine elettriche e il tutto prende luce. Ogni stanza del chiostro vede tre opere in Trialogo una scultura/installazione di Miranda Greggio, un tappeto opera d’arte di Paolo Sartori e un quadro di Mario Ferrarese.
La mostra si apre con la stanza dedicata alla Viriditas, passando per l’omaggio a Burri, l’indagine autobiografica di ciascuno che si chiude nella stanza in bianco e nero. Trame che si chiamano dai quadri ai tappeti, materiali che si modellano e bruciano, colori che migrano da una personalità all’altra… in un’affascinante file rouge.
Una mostra concettuale di estremo interesse, esteticamente elegantissima. Mi sento di consigliarla, e se trovate la curatrice approfittate delle sue parole per goderne al meglio.

Per la chiusura domenica 27 novembre, ore 19.00 un evento speciale grazie alla collaborazione dell’intellettuale rodigino Sergio Garbato che guiderà i presenti in un percorso collegato ai misteri del chiostro. Per chi può un esperienza da non perdere.

Cristiana Cobianco

MARIO FERRARESE

Ha coltivato, fin da ragazzo, la passione per la pittura e l’arte, incoraggiato, tra l’altro, da Cesare Magon: uno straordinario personaggio, lendinarese, che aveva ricorrenti frequentazioni con la migliore cultura polesana, da Giuseppe Marchiori -uno dei maggiori critici d’arte del XX secolo – allo scrittore Gianantonio Cibotto, e con interessi in diversi campi artistici, dalla letteratura alla musica alle arti figurative e, soprattutto, al teatro. A Magon, nei primi anni 50 del secolo scorso, gli era stata affidata la gestione della appena aperta Biblioteca Comunale, e in quei locali si incontravano giovani studenti, alcuni dei quali particolarmente interessati all’arte pittorica. Per essi, Cesare aveva anche messo a disposizione, all’ultimo piano del palazzo che ospitava la biblioteca, una stanza con un’ampia vetrata, per farne uno studio dove si potesse lavorare. Sempre con Cesare si andava a visitare le Biennali d’Arte veneziane, cui seguiva un incontro con Giuseppe Marchiori, per commenti, discussioni, pareri.

Ha sempre disegnato e dipinto, alternando periodi d’intensa produzione ad altri meno fertili, sempre considerando tale attività come un aspetto strettamente personale tant’è che, nonostante vari solleciti, molti dei quali giunti da importanti critici d’arte (alcune sue opere erano state favorevolmente valutate anche da Giuseppe Marchiori), non ha mai voluto testimoniare il suo lavoro con una mostra personale.

Lo scorso anno ha voluto raccogliere e schedare tutti i suoi lavori, disegni, dipinti, appunti, schizzi, e quindi pubblicare un catalogo generale riguardante oltre sessant’anni di attività. E poiché, per ragioni di spazio, tutto non poteva essere riprodotto, allo stesso ha allegato due dvd con tutte le opere schedate: sono 1387.

MIRANDA GREGGIO

Si laurea in Scienze della produzione animale a Bologna e parallelamente sviluppa un grande interesse rivolto al gioiello contemporaneo. La ricerca artistica nasce dall’interesse nei confronti della materia, identificandone il valore nell’umiltà stessa dei materiali, quasi scarti e residui rispetto ad un concetto tradizionale di “prezioso”, percependo una nobiltà altra attraverso le vibrazioni che l’essenza della materia riesce a trasmettere. La bellezza delle superfici irregolari, imperfette, a volte scabre fornisce ulteriori campi di sperimentazione, offrendo un alto livello di libertà e di semplicità creativa, attraverso un linguaggio autonomo e non convenzionale. Un dialogo non invadente tra materie e l’attenzione alle peculiarità dell’elemento d’origine suggeriscono di volta in volta creazioni in continuo divenire. Ciò alimenta la necessità di continua ricerca, sia nella tecnica sia nella forma, evolvendo l’espressione plastica da piccole creazioni da indossare a dimensioni maggiori quali sculture ed installazioni site specific. Le tematiche trattate nei suoi progetti artistici sono spesso di carattere etico, visionario e filosofico. Dal 2013 l’artista dialoga artisticamente con Paolo Sartori, sodalizio che si concretizza in diverse esposizioni. Vive e lavora a Rovigo.

PAOLO SARTORI

Nasce a Rovigo nel 1946. Si laurea in architettura nel 1970 a Venezia. Dal 1971 al 1974 vive e lavora in Somalia,dove tiene corsi di disegno tecnico all’università di Mogadiscio. Inizia una sua produzione artistica che espone all’istituto Italiano di Cultura, sculture in cui è molto forte la contaminazione con l’arte africana. Dal 1975 al 1990 lavora nel campo dell’architettura e del design. Prosegue la ricerca artistica producendo sculture e bassorilievi che espone alla galleria De Rossi di Verona e alla galleria Ravagnan di Venezia. L’arte per lui diventa come la definisce Paolucci “ una cosmogonia calviniana e percorre un sentiero a biforcazioni incrociate” che lo portano a sperimentare il bronzo e il marmo. Nel 1991 lascia la professione di architetto e inizia a lavorare nell’arte tessile. Frequenta i mercati di tappeti da Marachesh a Pechino e comincia a produrre tappeti di design per i principali studi di arredo di interni. Lavori che si vedono al Dream Hotel di New York piuttosto che al Lagare di Murano. Lavoro che continua tuttora. Successivamente incontra Miranda Greggio e inizia una feconda collaborazione.

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