Alla XVII Edizione del Premio intitolato a Giacomo Matteotti, “l’Onorevole del Polesine”, indetto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, un significativo riconoscimento è stato assegnato a “L’Avvocato di Matteotti”. La Commissione giudicatrice per l’assegnazione del Premio – presieduta dal Segretario generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Pres. Roberto Chieppa – ha ritenuto meritevole di Menzione lo spettacolo teatrale L’avvocato di Matteotti dell’attore, drammaturgo e regista abruzzese Alessandro Blasioli. Come riportato nelle motivazioni della giuria, il monologo “[…] ha lo spessore sincero di una drammaturgia che prende corpo e vita sulla scena”.

Alessandro Blasioli

Il protagonista è Pasquale Galliano Magno, giovane avvocato che si schiera con coraggio accanto ai familiari dell’onorevole Matteotti nel processo contro i suoi assassini. Il linguaggio utilizzato è vivace, persino ironico e ci aiuta a comprendere gli orrori perpetuati dal fascismo. La premiazione, tenutasi nella prestigiosa Sala Verde di Palazzo Chigi a Roma lo scorso venerdì 22 ottobre, conferma l’ascesa alle cronache del giovane e brillante attore/autore: 29 anni, 3 spettacoli in attivo e oltre 30 premi e riconoscimenti conseguiti, Blasioli ha scritto il suo quarto monologo traendo spunto dall’omonimo lavoro dello storico e scrittore veneto Claudio Modena, pubblicato dalla casa editrice Apogeo Editore di Adria; il testo di Blasioli, che vanta l’Encomio del Presidente dell’Archivio di Stato Paolo Buonora, negli anni trascorsi è stato presentato nelle Biblioteche di Camera e Senato, pubblicato sulla rivista Tempo Presente ed è attualmente in programmazione per una tournée nazionale che coinvolgerà anche gli Istituti scolastici, considerata l’enorme valenza didattica.

La copertina del libro curato da Claudio Modena nel 2014


Lo storico Claudio Modena, che è stato membro della Commissione italiana della cultura dell’UNESCO e ha collaborato con la Presidenza del Consiglio dei ministri, con il Ministero per i Beni e le Attività culturali e con il Ministero dell’Ambiente, è particolarmente soddisfatto del traguardo raggiunto dall’attore abruzzese ed auspica di vederlo presto all’opera nella sua regione natìa: “Blasioli diverte, arringa, convince. Nei suoi spettacoli emerge chiaramente il talento e la cura di un giovane professionista di cui sono certo si sentirà presto parlare, magari proprio qui in Veneto, nel nostro Polesine, considerati gli splendidi palcoscenici di cui possiamo aver vanto, come quello del Teatro Sociale di Rovigo o del Comunale di Adria”.


Il 10 giugno 1924 Giacomo Matteotti fu barbaramente assassinato da un commando della Ceka, composto da cinque sicari capeggiati da Amerigo Dumini. I cinque furono rinviati a giudizio davanti alla Corte di Assise di Roma, per rispondere di correità nell’omicidio. La Corte di Cassazione rimise il giudizio alla Corte di Assise di Chieti, per gravi motivi di sicurezza pubblica. Il libro ricostruisce un rapido, ma appassionato curriculum vitae del deputato socialista: la giovanile esperienza politico-amministrativa; l’intransigente opposizione alla guerra; l’adesione al socialismo riformista, per la costruzione di una società libera e democratica con la partecipazione delle masse proletarie; la battagliera attività di deputato in difesa della legalità, fino al drammatico discorso del 30 maggio, riprodotto integralmente. La vedova Velia Titta, resasi conto di non poter ottenere dalla Corte chietina “l’invocata giustizia”, revocò la costituzione di parte civile e affidò la difesa degli interessi della famiglia all’avvocato Pasquale Galliano Magno. Lo scelse per la “dirittura della coscienza” e per le affinità ideali e politiche col suo Giacomo, rivelate con l’adesione al socialismo riformista, la coraggiosa opposizione al fascismo, la difesa della legalità. “L’avvocato di Matteotti” – come in seguito fu soprannominato – mantenne la schiena dritta per tutto il ventennio, senza mai abiurare le sue idee. Non rinunciò alla dirittura della coscienza neppure nel travagliato dopoguerra, operando attivamente, come presidente del CLN provinciale, viceprefetto della provincia di Pescara, membro di commissioni provinciali dell’epurazione, per la democratizzazione dello Stato e della politica e per la ricostruzione del Paese. Si rifiutò di partecipare al secondo processo Matteotti, celebrato a Roma nel 1947, prevedendo che sarebbe risultato, come il primo, un processo-burla.

“L’avvocato Magno occupa un posto di rilievo non solo nella storia del riformismo socialista d’Abruzzo ma anche nella vicenda tragica della vita del riformista per eccellenza del socialismo italiano: Matteotti”(dalla prefazione di Angelo G. Sabatini)

Il libro è disponibile sul sito dell’editore Apogeo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *