Un personaggio femminile mefistofelico, ma dannatamente simpatico, come tutto quello che è dichiaratamente cattivo. D’altra parte è proprio il suo creatore, per bocca dell’interprete Maria Paiato, a spiegare perché una tal donna possedesse “l’ambiguità essenziale che fa sognare il pubblico”: l’incoerenza tra il fisico ed i crimini che le erano stati ascritti (l’uccisione di tre mariti e forse di un amante); tra “l’aspetto di donna senza desideri” e tre matrimoni per amore con uomini più vecchi; “una che non aveva mai avuto l’aria da giovane neanche da giovane” come poteva essere al centro di tresche scabrose? “I conti non tornavano”, concludono Schmitt-Paiato. E la simpatia dell’attrice per questa settantenne arcigna e rinsecchita dalla “camminata beccheggiante”, è palpabile e trasmessa al pubblico. Paiato si diverte proprio, ad evidenziare le pieghe contraddittorie dell’animo di Marie Maurestier; ad immaginarne la voce, quella di tutta una letteratura infantile che ha per protagoniste vecchie streghe col loro “famiglio” (non per caso,  Marie Maurestier ha una gatta). Ne riproduce la meraviglia del nuovo sentimento d’amore per il prete e la contraria durezza dello sguardo assassino verso il nemico.

Nelle foto di Cristina Sartorello alcuni momenti della serata di Tra Ville e Giardini a Santa Maria in Punta.

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