Raccontare luoghi ed emozioni! Cosi Marco Goldin ha introdotto la sua lezione all’auditorio del San Gaetano, non potendo farlo davanti alle tele per evitare gli assembramenti, per parlare della mostra “Van Gogh I colori della vita”, esposta dal 10 ottobre proprio al Centro San Gaetano a Padova, ripercorrendo prima in Belgio e Olanda e poi in Francia, i luoghi che lo hanno visto diventare il pittore che conosciamo.

La mostra prende le mosse da questa idea per ridisegnare la figura di Van Gogh come eroe, ma soprattutto nella convinzione che Van Gogh non fosse affatto pazzo, anche se molto spesso si è calcata la mano sul maledettismo e sull’alcolismo dell’artista.

Van Gogh: l’autobiografia mai scritta

Marco Goldin racconta Van Gogh per la sesta volta: è il punto di partenza di una mostra che, insieme al libro che la accompagna, vuole riscrivere la vita e l’opera del grande artista olandese, attraverso la lettura del suo epistolario, novecento lettere, alcune di quindici o venti pagine piene di citazioni bibliche. Pubblicato da La Nave di Teseo, il 15 ottobre sarà in libreria ‘‘Van Gogh. L’autobiografia mai scritta”, un poderoso volume di 700 pagine in cui lo storico dell’arte ha ritradotto e dato senso al suo epistolario.

Sono 25 anni che Marco Goldin si occupa del pittore ed ora è ancora una volta il curatore di una sua mostra ed autore del catalogo, nel quale ci presenta altre sue opere, concludendo con sette lettere di Vincent, per simboleggiare le tappe del suo viaggio nel quale fa diventare la luce colore, un colore che nessuno aveva mai dipinto così prima.

I colori della vita di Van Gogh

La mostra è divisa in sette sezioni contenenti 96 opere di cui 82 quadri e disegni del pittore, proveniente da tutti i grandi musei del mondo, ma in gran parte dal Kroller-Muller Museum ad Otterlo, che possiede la seconda più vasta collezione al mondo di opere di Van Gogh; le altre quattordici opere sono una di Gauguin, poi Millet, Seurat, Signac, tre di Francis Bacon, le incisioni di Hiroshige.

Ad aprire il percorso sono proprio tre grandi tele di Francis Bacon, che si confronta con un quadro emblematico di Van Gogh, Il pittore sulla strada di Tarascona, andato distrutto in un bombardamento alleato, per realizzare una serie di studi in omaggio a Van Gogh, di cui tre sono qui esposti.
La mostra è organizzata in senso strettamente cronologico e ripercorre le fasi e i colori della vita dell’artista che in dieci anni rivoluzionò il mondo dell’arte, con l’Autoritratto con il cappello di feltro grigio, il seminatore, le cinque nature morte che dovevano essere esposte in Giappone, i vari campi di grano, i paesaggi attorno al manicomio di Saint-Remy e molti altri.

Si parte sempre dai luoghi, dalla miniera di Marcasse a Etten della seconda sala, con il cupo grigiore dei primi disegni ad indagare il dolore e la fatica, a Sien e il tempo dell’Aia. Poi gli anni a Nuenen tra tessitori e contadini, fino all’esplosione di Parigi, dove inizierà a confrontarsi con il mondo dell’arte moderna degli Impressionisti, ed i quadri esposti nella quinta sala sono gli stessi che Van Gogh aveva effettivamente visto.

Fino all’anno decisivo, il 1888, ad Arles tra i colori della Provenza, quindici decisivi mesi in cui realizza circa 200 quadri. E poi la fine del viaggio l’8 maggio 1889, a Saint-Remy nell’istituto di cura per malattie mentali, dove decide spontaneamente di farsi ricoverare, dopo quattro crisi, e ruba dalla finestra il paesaggio della Provenza.

Marco Goldin ha spiegato che forse lo stesso Van Gogh li avrebbe immaginati così, tutti in fila, su una parete, e vedere i grandi ritratti del pittore olandese allineati in una stessa sala, dal quello del sottotenente Miliet, a quello di Joseph-Michel Ginoux, fino al postino e all’Arlesiana, in un trionfo di giallo di verde e di blu, tutti i suoi amici di Arles, in un’esplosione di colore impressionante è davvero una meraviglia.
La mostra si chiude con una sorpresa che non svelerò, voluta dal curatore, di forte impatto visivo; inoltre prevede l’esposizione a rotazione di undici autori italiani viventi, che devono raccontare con le loro tele dei temi riguardanti la pittura di Van Gogh.

La mostra è visitabile fino al 11 aprile 2021, con accesso limitato a quindici persone per fascia oraria su prenotazione al call center 0422 429999 oppure sul sito www.lineadombra.it

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