Una rete di architetti per il futuro del Delta

“Con la prima edizione del workshop canPO si è compiuto il primo passo, identificando un punto. Con il secondo abbiamo intrapreso un percorso. Con il terzo abbiamo iniziato a tracciare una rete”.

Rete, spiega l’architetto Alessandro Bellini, “in termini spaziali ma anche umani, ci sembrava giusto dunque dopo tre anni e tre edizioni, pensare ad un’azione spontanea che ci permettesse di uscire dal format e di ritornare per ritrovarci e prenderci cura di quanto lasciato”

Sabato 21 e domenica 22 ottobre si è tenuta, nel Comune di Corbola, l’azione canPO #takecare. Nella giornata di sabato 21 grazie a Ivan Pericoli e il suo gruppo Opencanoe-Openmind è stata organizzata una visita dell’isola del Balutìn, riserva della biosfera dal forte valore naturalistico ma che rievoca al contempo le memorie del linguista Luigi Salvini e della sua utopica Repubblica di Bosgattia.

La visita ha visto tra i partecipanti la presenza dei videomaker Carlo Concina e Cristina Maruelli, che stanno raccogliendo materiali e storie per il loro prossimo progetto artistico che riguarderà il fiume Po e il suo percorso dalla sorgente alla foce.

La giornata di domenica ha visto coinvolti, oltre gli architetti Bellini, Caravatti e Brunetti, anche dodici ragazzi che, dopo aver partecipato alle precedenti edizioni, sono tornati in forma volontaria a prendersi cura di quanto lasciato. E’stata infatti ripristinata l’altalena della microarchitettura del primo workshop e completata la casa del pescatore.

Alle 13, grazie al contributo dell’associazione Enalpesca, nell’area del Balutìn si è tenuta una grigliata offerta ai partecipanti, che ha visto tra gli ospiti il vicesindaco Fabrizio Milani e il sindaco di Corbola Michele Domeneghetti.

Una piccola e grande festa, nella speranza che questa azione capace non solo di portare, ma anche di far tornare: studenti, professionisti, fotografi, videomakers e amici a vivere il nostro territorio possa avere ancora un seguito e perché no, espandersi.

Affinché il Delta possa sempre più diventare un “canPO” di azione e sperimentazione diffusa. Se negli ultimi anni la tendenza è stata quella di dare le spalle al fiume queste operazioni vogliono anche indagare nuovi metodi per raffrontarsi con il fiume e suoi possibili utilizzi, un’occasione per riaffacciarsi… riscoprendolo e vivendolo.

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