Portare l’arte contemporanea fuori dai circuiti abituali è sempre un modo intelligente per costringere il pubblico non specializzato ad imbattersi nel linguaggio contemporaneo. E’ questo il caso del bel progetto che la Pro Loco andrà a realizzare il prossimo week end in luoghi emblematici e significativi della città di Adria già ricchi di valori visivi e culturali.

Una Visione Oltre, è il titolo del progetto che vede l’artista trentino Stefano Cagol alla guida di un nutrito gruppo di artisti performativi giovanissimi ma già conosciuti ed attivi in Italia e all’estero, al fine di realizzare tre giornate dove musica, arte e performance daranno vita ad eventi pubblici ai quali parteciperanno numerose associazioni della città.

Il progetto, che è a cura di Tobia Donà, è stato sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo nell’ambito del bando Culturalmente 2015.

Ispirato alla figura del lungimirante poeta ed oratore adriese Luigi Groto, il progetto è al suo secondo ed importante step.

Dopo tre giornate di incontri e conferenze tra cittadini, esperti, artisti ed associazioni, è nato il calendario di maggio con ben 4 eventi di grandissimo rilievo poiché finalizzati alla coesione tra persone, istituzioni e associazioni.

Si comincia il 13 maggio alle 17.30 nei giardini del Museo Archeologico Nazionale di Adria con una serie di performance dal titolo “Visibile e invisibile” che mirano a stabilire un collegamento con la parte più profonda e arcaica dell’identità del luogo. Il giardino/bosco diviene un luogo filtro tra il presente e la storia. Un punto sospeso nel tempo e vicino alla natura dell’uomo. Scrigno di antichità e simbolo della plurimillenaria storia cittadina. Il museo è stato scelto perché luogo di riflessione sul valore della memoria. L’artista Mattia Pajè, realizzerà una performance dal titolo CALL, dove il suono del corno è un arcaico richiamo, un annuncio di una solennità latente. L’artista g. olmo stuppia (scritto in minuscolo per volontà dell’artista), presenterà installazione audio dal titolo La Fiaba. E’ intitolata Circle la performance di Drunkenrabbit, nome d’arte di un’artista milanese che indaga l’assenza di confini e il concetto di non luogo, ambiente che sempre più si viene a creare nell’era contemporanea.

La sera del 13 maggio alle ore 21 in Piazza Garibaldi si potrà assistere all’evento “Visione e cecità”. La Piazza è contemporaneamente luogo centrale della città, simbolo identitario per i cittadini, con la presenza dell’antica Torre civica e della chiesa Cattedrale, e il luogo dov’è nato Luigi Groto e dove sorgeva la sua casa. Al suo centro performance e installazioni che utilizzano il linguaggio di danza, musica e video. Gli artisti Simona Gatto e Davide Gazzato si esibiranno in un concerto di liuto, arciliuto, tiorba, flauti e voce. Giovanna Chiarato e Cristiana Franzoso, realizzeranno uno spettacolo di danza con gli allievi della Scuola di Danza Classica e Moderna di Adria, individuando principalmente tre momenti o meglio tre visioni della cecità. Vi saranno anche videoproiezioni e performance dell’artista bolognese Filippo Marzocchi.

Il 14 maggio, alle ore 22.30 artisti e associazioni allestiranno in maniera suggestiva i Giardini Zen (dietro al Teatro Comunale) per l’evento dal titolo “Oltre il teatro”. Nel giorno della riapertura del Teatro Comunale, l’evento vuole essere un omaggio degli artisti e dei cittadini a Luigi Groto, che alla drammaturgia votò la propria vita. Protagonisti sono un video e una performance visibile solo da lontano. Giacomo Bolzani, presenterà un opera video dal titolo Resilienza, una pupilla in primo piano. Una riflessione sulla cecità personale che nel suo tempo non ha impedito a Luigi Groto di operare brillantemente per la cultura e il territorio, e, grazie a lui, molti furono capaci di vedere maggiore civiltà. Saverio Bonato opererà su alcune lastre metalliche con la tecnica della saldatura ad arco con elettrodo rivestito disegnando delle composizioni casuali. L’artista apre allo spettatore e lo invita a partecipare alla visione della creazione dell’opera in rapporto con i limiti e le conseguenze che questa azione comporta.

Si conclude la seconda fase del progetto Una visione oltre, domenica 15 maggio, alle ore 21 al Septem Mària Museum in Via Capitello 11 ad Adria con “Elogio della luce”. Un’installazione con utilizzo della luce e una performance collaborativa faranno parte di un evento collettivo che concluderà in una “festa dell’arte e della visione oltre”. L’artista e scenografa Chiara Guadagnini, metterà in scena una performance collaborativa. L’artista coinvolgerà alla partecipazione il pubblico, invitato a “scrivere quanto vede ad occhi chiusi”. Sarà l’occasione per vedere una nuova opera di Filippo Marzocchi, dal titolo “Meglio dentro che fuori”. Un video è proiettato in grandi dimensioni, dove l’osservatore è attratto da lampi luminosi a frequenza crescente. La Compagnia Teatrale El Tanbarelo, realizzerà delle letture. Il pubblico viene coinvolto in una performance di lettura in costume d’epoca che avviene in più momenti successive nel corso della serata. Protagonista è una selezione di corrispondenze di Luigi Groto, suggerita dal Prof. Antonio Lodo, che richiama l’atmosfera di quel secolo ed evoca l’acuta capacità di “vedere” e interpretare quanto lo circondava sviluppata da Luigi Groto, come esempio simbolico di lungimiranza. La location è stata scelta per il ruolo svolto dal Groto nella perorazione del Taglio di Porto Viro, enorme opera idraulica che non solo ha deviato il corso del Po, ma ha creato un nuovo territorio, il Delta moderno, modificandone la struttura e creando le premesse per la sua antropizzazione.

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