L’idea è quella di diffondere la lettura della nostra rivista ad un pubblico nuovo e lontano, l’azione consiste nel lasciarla in luoghi pubblici accompagnata da una lettera che consiglia di leggerla e poi lasciarla in un altro posto ancora, così da consentirne la lettura ad altri. Il messaggero è Chiara.

Il secondo #remlibero ha viaggiato con me, tra cambi di borse e zaini, giorni lavorativi e festivi, per circa due settimane.

Sapere di portarmi appresso una copia della rivista pronta per essere lasciata in giro mi ha fatto, per i primi giorni, uno strano effetto; come un bombarolo pacifico che da un momento all’altro, insospettabilmente, sa di poter sganciare un ordigno al primo angolo buono. Un’esplosione di colori, possibilità, mondi. Rem come irraggiante strumento di connessioni.

Esagero di poco se dico che mi sentivo portatrice di uno strano potere. In poco tempo questo delirio si è esaurito del tutto, lasciando il posto ad una condizione opposta. Nel mentre, non avevo lasciato in giro nessuna copia. Avvertivo adesso un senso di insicurezza vago e del tutto irrazionale: lo lascio quì, no lì, non c’è abbastanza gente, forse non è il giusto contesto… Solo io sembravo preoccuparmi così fortemente del suo destino; lui, da bravo oggetto, si faceva portare, semplicemente.

In montagna, lo voglio lasciare a 2106 metri di quota; al mare, sul tavolinetto di servizio di un ombrellone in prima fila; nella pratica, me lo porto a casa ancora una volta, insieme ai primi segni di frustrazione. Dio santo Chiara quante storie per un gesto piccolo. Realizzo che il desiderio è che l’azione avvenga con spontaneità. La prima copia raminga ha trovato la sua strada da sola, cogliendo l’opportunità da un imprevisto, è scattato qualcosa che in pochi attimi ha stravolto il piano di azione e via, è andata. La storia non si può ripetere. Attenderò, con l’animo in pace.

Benedetto treno. Sul sedile accanto a quello in cui mi sono seduta c’è una piccola chiave: tanto basta. Ecco che il secondo #remlibero ha trovato l’oggetto simbolo che fa al caso suo. Lo lascerò, sullo stesso sedile o sul primo libero, con la chiave posata sulla copertina. Si facciano compagnia, viaggiassero insieme. Chissà quale lucchetto apriva quella chiave, se chi l’ha lasciata lo ha fatto di proposito oppure senza accorgersene, e chissà se importa. 

Chiara Galdiolo

REM è una rivista pubblicata due volte l’anno dal 2010. Il 24° numero è in tutte le edicole della provincia di Rovigo e in alcune librerie. Si può acquistare online qui. Si può trovare dove Chiara ogni tanto l’abbandona.

2 risposte

  1. Avvolgente. Forse non sarà il termine più appropriato ma è così che io mi sono sentita leggendo l’articolo!!! Brava Chiara!!

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