L’idea è quella di diffondere la lettura della nostra rivista ad un pubblico nuovo e lontano, l’azione consiste nel lasciarla in luoghi pubblici accompagnata da una lettera che consiglia di leggerla e poi lasciarla in un altro posto ancora, così da consentirne la lettura ad altri. Il messaggero è Chiara Galdiolo.

Ogni mattina il tempo della colazione è accompagnato da un breve cd di disco music dei primissimi anni ‘80. Da Gloria Gaynor, regina incontrastata, puoi forse capire se sarà una giornata a pieno ritmo o meno: il triplo ascolto di I’ll be there non può non avere effetti  rilevanti a breve termine. Il signor Mauri (così l’ho sempre sentito chiamare) siede dietro al banco ovale e roseo della reception. E’ un uomo grande e grosso, con modi aggraziati e distaccatamente gentili. Quando mi saluta dice – che sia sera, pomeriggio o mattino – “‘Viva!”, uso del termine che apprezzo davvero.

Nella hall dell’hotel, sulla destra, emerge scura una vetrinetta di legno dentro la quale ci sono dei libri. Libri diversi: gialli, romanzi, storie di avventura, di guerra, poesie. Noto esserci un libro, in particolare, che mi sono ripromessa di leggere da novembre 2019, quando ne ho lette le prime cinque pagine a seguito del consiglio di Gabriele, fidanzato di Giulia. Diceria dell’untore, questo il titolo del libro. E’ il segno che in questa settimana di vacanza qui alloggiata devo leggerlo, finalmente?  Dico al signor Mauri che lo porterò nella mia stanza, intanto, e proverò a leggerlo; se non ci riuscirò lo rimetterò al suo posto prima di partire. Mi risponde che l’idea è, sì, quella che chi prenda un libro ne lasci un altro ma che avrei comunque potuto leggerlo con calma il Diceria, non sarebbe successo nulla in assenza di un puntuale scambio e lui, comunque, ne avrebbe messo in vetrinetta qualche altro. “Leggiamo molto in famiglia”, mi dice. Questa soluzione non mi convince ma non obietto né aggiungo altro al sorriso che gli rivolgo come ringraziamento.

Una vacanza è una vacanza, e non può essere forzata da ritmi e scadenze obbligate. Il libro di Bufalino insomma non l’ho aperto. Ho letto invece uno dei due libri che avevo con me, ma che non potevo lasciare come scambio perché nessuno di questi era mio. Prestiti. Scambi. E la quarta copia di viaggiaREM ferma alla stanza 106. Il giorno prima della mia partenza entro in una libreria di paese, non fornitissima ma in cui riesco comunque a trovare qualcosa per me, per chi amo, e per la vetrinetta. L’indomani, racconto al signor Mauri qualcosa di REM associazione, gli mostro il libro che ho scelto per lo scambio (“Preferisco il rumore del mare”, Dino Campana) e gli consegno la copia numero quattro della rivista che viaggia. REM, per ora, ha prolungato la sua sosta, testimone di un accordo, e pronta a raccontarsi e a ripartire…

Chiara Galdiolo

REM è una rivista pubblicata due volte l’anno dal 2010. Il 24° numero è in tutte le edicole della provincia di Rovigo e in alcune librerie. Si può acquistare online qui. Si può trovare dove Chiara ogni tanto l’abbandona.

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