Si inaugura il 22 Aprile alle ore 16 in Villa Badoer a Fratta Polesine la quarta edizione della rassegna fotografica PolesineFotografia, che questo anno ha per tema il “Viaggio nel sacro”.

E’ possibile attraverso la fotografia comprendere il viaggio dell’uomo nel tentativo di dare un senso alla realtà, attraverso modalità estremamente diversificate ma personali, interiorizzate e poi rappresentate con le forme della luce, in bianco e nero o a colori, mettendo a nudo fenomeni religiosi o legami familiari, ricordi, essenze private, rituali o miti della società contemporanea?

In questo caleidoscopio di percorsi emerge  chiara la convinzione che attraverso l’arte, l’essenziale possa diventare visibile attraverso una macchina che fissa l’immagine e la rende eterna, condivisibile, dando ad essa forma, sostanza, colore, espressione e quindi  un’anima.

E’ ciò che possiamo vedere nel piano nobile della villa Badoer con la retrospettiva di Mario Lasalandra, fotografo estense che ha fatto della curiosità  il suo segreto, stando attento alle cose che lo circondano, alzandosi presto al mattino, cercando di essere sempre puntuale, per dare un ordine, lavorando sulla costruzione delle immagini  e poco sull’attesa, però aspettando anche che passi un cane nero o arrivi un cavallo bianco, in un gioco di allusioni e suggestioni che rimandano ad un inquietante altrove.

In questa cornice “neorealista” trovano palcoscenico schiere di angeli, vergini, profeti, maschere, attori, fantasmi e teatranti di felliniana memoria, protagonisti con la sua fotografia e la sua pittura di un’anima segreta che mi è stata svelata nell’intervista nel suo studio a Este, che troverete  sul prossimo numero della rivista REM (in edicola a fine maggio).

Segue la mostra del fotografo americano Dave Jordano, che per cinque anni ha fotograto le varie chiese di fortuna della periferia di Chicago, dando alla pratica religiosa un possibile senso di riscatto sociale. (Video installazione a cura di Steve Bisson).

Nausicaa Giulia Bianchi ci porta nel mondo proibito del sacerdozio delle donne, con la mostra “Hai dato alla vergine un cuore nuovo”, dando spazio alla riflessione sull’eguaglianza e parità di sessi in questo spinoso ambito.

La rassegna continua con le bellissime fotografie in bianco e nero di Francesco Comello, che racconta la comunità russa di Yaroslav, fondata da un prete ortodosso, seguendo i principi del Vangelo e dei santi padri; l’autore ha vinto recentemente il terzo premio Daily Life Stories World Press Photo 2017, proprio con questo lavoro fotografico, in cui le sue immagini hanno una purezza espressiva ed un rigore compositivo essenziale in una ottica minimalista ma completa.

Francesca Serotti e Carlotta Zarattini espongono con “ Unknow Project “, ed indagano la linea dell’ Arcangelo Michele, nella sua lotta contro il male; le due  giovani artiste sono state selezionate a Fotografia Europea di Reggio Emilia.

La rassegna presenta infine la personale di Paola Fiorini che con una mostra dal titolo “Do ut des” dedicata alla “ferita dell’abbandono alla nascita e al mistero del rinnovo della vita”, unita ad i suoi scritti, ci porta nel suo mondo interiore per trovare la risposta che le è stata negata.

Saranno inoltre esposte le immagini dei fotografi Mirella La Rosa, i cui scatti sovrapposti ci riportano alla fotografa statunitense Francesca Woodman, e di Stefano Barattini, con i suoi altari abbandonati, ora carichi di silenzio (mostra esposta all’Ecomuseo Mulino al Pizzon di Fratta Polesine.)

Completano la quarta edizione di Polesinefotografia le opere del Fotoclub 85 di Villanova del Ghebbo, con il tema “Riti e Miti della società contemporanea” e del fotoclub Click and Flash di Costa, esposte in Villa Badoer, mentre quelle del Fotoclub Cavarzere sono situate presso il Museo Manegium, sempre a Fratta Polesine.

Le mostre di Polesinefotografia rimarranno aperte fino a domenica 14 maggio 2017, giorno di chiusura del festival, che si concluderà con un workshop sul ritratto, condotto da Nausicaa Bianchi dalle ore 10 alle 17 sempre a Fratta Polesine e replicato il sabato 13, con un massimo di 20 iscritti ad ogni incontro.

Il festival “nato dal basso”, come  dicono gli organizzatori, con il patrocinio del Comune e della Provincia e promosso da Reteventi, vuole “essere un punto di incontro di scambio” culturale e umano, diventando annualmente un appuntamento fisso per gli appassionati di fotografia contemporanea.

Ecco quindi la presenza di volontari ed amici dei fotoclub locali per organizzare l’evento, la maratona fotografica, caricare le opere, dipingere i pannelli, montare le mostre, fare pubblicità, lasciare un segno per promuovere la Cultura come espressione di libertà, come dialogo e scambio tra le persone, che diventa fonte di arricchimento e contribuisce a creare una identità artistica, aprendo finestre verso il mondo.

Lo studio di Mario Lasalandra (foto di Cristina Sartorello)
Lo studio di Mario Lasalandra (foto di Cristina Sartorello)

Ho potuto in questo contesto rivedere Mario Lasalandra ed ascoltare la sua storia per REM, conoscere Paola Fiorini, fotografa appassionata e forte sostenitrice di Polesinefotografia, lavorare con i miei amici del Fotoclub 85, e parlare qui di fotografia, perchè non lo si fa mai abbastanza, perchè è considerata un’arte minore, perchè le fotografie hanno poco mercato nelle gallerie, perchè di fotografia si sa molto poco e male, anzi non esiste proprio una cultura fotografica.

Eppure tutti abbiamo un telefonino, scattiamo foto in continuazione ed il cellulare è diventato uno strumento tecnologico fondamentale nella nostra vita quotidiana ed  il “Selfie” c’è ovunque: nei musei, per la strada, in pizzeria, in viaggio, anche nelle chiese… Siamo bombardati da selfie, con pessime fotografie che navigano in rete, trasmettendo spesso un messaggio distorto della realtà.

Lascio a ciascuno trovare il proprio “ Viaggio nel sacro “, tema quest’anno anche del Festival Biblico, sperando che non vi siano solo “ Selfie “, privilegiando quindi la visita a Polesinefotografia, ed eventualmente l’uso della macchina fotografica che presuppone un’idea, una ricerca ed anche un pizzico di creatività.

Orari di apertura delle mostre: Villa Badoer giovedì, sabato e domenica 9,30-12,30 e 15-18,30; Palazzo Il Manegium domeniche e festivi 15-18. Info: www.polesinefotografia.it

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